lunedì 27 gennaio 2014

DEL POETA

Quando spezzava il pane
era come stridore
di femore suo vivo
navigato in superficie
con l'obliqua lama d'un cutter
le signorine di urlettini
premevano gli indici
forti dentro le orecchie
come tempi addietro
ma non tanto
la maestra per farle tacere
artigliava di punte d'unghie
l'ardesia liscia della lavagna
quel sibilo che fischiava
alto in ottava più alta
spargeva brivido
come il coltello raschia il vetro
d'oca la pelle de fois gras
oh che delizia
sentir sotto i denti la consistenza
di quelle inchiodate
fatte crepare
cibate allo scoppio
Si canta il male per di più
o perlomeno si tenta
ché il bene è noioso agli astanti
Quando tornerò a usar pennino
sarà spuntato
come facevo da piccolo alle suore
le adoravo quando ammonivano
e non smettevo
Fu così, semplicemente
per dispetto
che diventai poeta
un trastullo acido
un ago da materassaio
intriso nel sangue
a calligrafar parola
il verbo di Dio.


Lucio Galluzzi
C2014CCL



mercoledì 22 gennaio 2014

UNA MODESTA PROPOSTA


 Siccome non poteva esser padre               
cercava i figli dei padri
facendoli padri di lui figlio
giocandosi gli anni nei figli
non suoi
quegli anni
quei figli
e i figli d'assente padre cadevano
ogni volta con meno rumore
vedendo in quello la madre
anche
domina loro
è per l'appunto modesta proposta
ancora
li contava uno ad uno
pesandoli d'attenzione
esperto in buoi e maiali
vederli così dispersi di strade
notti e vetrine
cristalli
pagava di buon grado
il mezzo litro di gassata
a cinque euro il pezzo
così buttavano giù
Adam e Molly ed era estasi
felicità diffusa
emotive corde d'affetti in Maya
con quella cosa persona
pure anche sconosciuta
era estasi
human traffic
diventavano solo culo
non saliva il finto safrolo
quello scende soltanto
in basso
più basso
Siccome non poteva esser padre
mancato di figli si truccava da figlio
facendosi i figli
giocando nei figli i suoi anni
quegli anni
già passati
da annegare
e il figlio d'assente padre
truccato luna park
non sapeva d'esser già caduto
fragoroso come una regina
da tempo
in un collant
sgargiante di mode e risate
improbabili colori
Su una gondola
nelle nebbie
d'una fetida Venezia
impietosa colava la tinta
e il sudore freddo
misti sul viso
osceni rivi da un bianco Borsalino
l'inchiostro.

Lucio Galluzzi
C2014CCL








venerdì 17 gennaio 2014

DRY MARTINI

Ci sarebbe bisogno
di un esilio del ritmo
a tempo inderterminato
dimenticando cadenza
battere e levare
in un continuo d'archi
senza corde e cappio
bandire la pece
occultare i fori
l'intaglio di violini
impedire alle punte
d'insistere il cigno
smettere
Ci vorrebbe canone
disciplina gregoriana
la giusta fatica
dell'occhio chiuso
contra cane andaluso
l'eucarestia materiale
del creatosi che abbiamo
tutto il resto via
frequenza eterna
alla cicatrice interiore
Cristo
un marchese De Sade
e l'alchimia suprema
della malavoglia.
Anche d'una rima sfuggita.





Lucio Galluzzi
C2014CCL



giovedì 16 gennaio 2014

GENESI

E siccome faceva freddo
di quel gelo d'inverno
l'era infinita d'antartica
ghiacci eterni azzurri
là sopra a distanze
senza visura e orizzonti
nell'impercettibile moto
i Corpi sconosciuti
d'avvicinamenti maestosi
impegnati al gioco relativo
particolare
espiravano il Mantra
d'allora eterno
e le sfere tutte musicavano
di propria assegnata lunghezza
l'onda d'oceani colorati
boreali
ai sordi stonati muti
caduti per accidente
noi
i fortuiti
E siccome faceva freddo
di quel gelo d'inverno
l'era infinita d'antartica
dio pianse la pioggia
fu grandine.

Lucio Galluzzi
C2014CCL

martedì 14 gennaio 2014

ALLA PIETRA

Spesso, sempre
più dell'immaginabile
dimentico
purtroppo
il mio Niente
resisto al vento
mi frappongo
so d'essere trasparente
mi fotte la coesione atomica
e lo fermo
non mi attraversa
Usuale, spesso
biquotidiano
più d'un calendario
mi sfoglio
delicatamente
un giorno dopo l'altro
quanti sono i compleanni miei
i nomi tutti
santo dopo santo
D'abitudine, continua
impassibile
presenza
ho smesso l'inchino
alla pietra che sarò
o un demone furioso
una tempesta
chissà
che sarò.

Lucio Galluzzi
C2014CCL


DIMETTETEVI PER ETICA

Ieri mattina ero in edicola, compravo una rivista con un articolo sull'infanzia nera di Hitler.
I due gestori della rivendita mi dicono che lì, in quel momento esatto, c'era uno che di Hitler sapeva tutto; difatti un tizio dal corpo cilindrico, sigaretta accesa in luogo pubblico, occhio spiritato, sulla quaratina, inizia a voce alta ad esibirsi facendomi domande e rispondendosi da solo:
"Lei la sa da data della costruzione della prima camera a gas? No, vero? Beh, l'hanno costruita gli americani dopo la seconda Guerra Mondiale, quindi gli ebrei non ci sono mai entrati nelle camere a gas come si crede, semplicemente perché non c'erano...
E mi dica, lei lo sa chi ha filmato il campo di Bergen-Belsen dopo la Liberazione? Hitchock! Appunto, un regista di film gialli con l'aiuto degli americani... Un bel documentario finto fatto a Hollywood."
Non avevo alcuna voglia di rispondere, per di più al mattino presto, ma lo "storico" del Terzo Rech non la finiva, aumentava sempre di più il volume della voce, in un angolo i compulsi delle slot machines sorridevano soddisfatti per gli interventi del poveretto, che aggiungeva: "Non è mai stata trovata uno straccio di prova di tutta questa balla dell'Olocausto e campi di sterminio... Nessuna! Non sono io a dirlo, ma la Storia!
Ma è parso corretto mandarlo a quel paese, tagliando corto e comprendendo nel mio vaffanculo gli altri presenti, ho consigliato di leggersi il Fest [Joachim Fest, Hitler: una biografia, Garzanti], ho aggiunto che Cenerentola si è sposata con Cappuccetto Rosso e me ne sono andato.
Quelle sono tutte persone giovani, l'invasato revisionista era il più avanti con gli anni, credo che gli altri fossere sulla trentina.
Mi domando dove siano andati a scuola, se ci sono andati e che razza di adolescenza si sono vissuti, che vita conducono ora, con chi, come, perché?



Mi viene in mente anche Grillo, quando di fronte alla folla, urlava: "Sti cazzo di stranieri, clandestini! Vengono qui a delinquere! Ma bisogna mandarli a casa loro a calci nel culo! Però, no!  Magari non farlo pubblicamente, li devono portare in caserma e lì, sapete com'è..., qualche sberla... perché le sberle gliele danno eh!"
Con lui, ripenso agli identici discorsi/comizi di disturbati mentali della Lega come Gentilini, Borghezio, Calderoli, Maroni, Salvini, Bossi... quasi tutti quei verdi marci.
Gli inviti all'odio razziale continuo, l'insulto allo straniero, l'omofobia nazista: "Ho chiesto al mio comandante dei vigili di fare pulizia etnica dei culattoni..." [Gentilini], l'incitare a dar fuoco ai campi Rom, a picchiare gli "invasori", "meglio fascista che frocio" , "i trans ci portano via i mariti, vergogna! Dobbiamo ribellarci a suon di bastonate!" [Alessandra Mussolini] e giù così in una scellerata sequenza di orrori che neppure nelle peggiori bettole d'ubriaconi.
Gente del peggior genere che deve il loro risveglio dalla morte nella polvere a quel tizio, il matto clinico, il pregiudicato decaduto e alla sua corte di pluri condannati, truffatori, papponi, ladroni e patetiche amanti del sesso gerontofilo.
Loschi e sinistri figuri che si comprano le lauree in Albania, usano i nostri soldi per pagari puttane, SUV, videogiochi, borse e abiti firmati, mutande verdi, "e qui comando io", "adesso mandiamogli una bella ispezione", "sono intervenuta sul caso Ligresti per spirito umanitario, non c'è nulla di male", "voi precari siete la parte peggiore d'Italia", "io che potevo vincere il Nobel per l'enonomia... devo discutere con questi cretini?; inutile continuare a citarli ancora.
Pensateci bene ai nomi dei "politici", a tutti i "politici" che impazzano in ogni dove, a partire dalla cronaca giudiziaria che li riguarda.
Un solo esempio che la racconta lunga su questa Italia devastata: Ciriaco de Mita.
In politica da 11 legislature, un Andreotti Secondo insomma, ha ricoperto qualsiasi incarico possibile nei secoli.
Tu pensi: adesso che ha superato gli 85 anni se ne starà buono a casa smettendo di fare danni.
Invece lo fanno eleggere al Parlamento Europeo, perché è lì che l'inciucement italiano partitocratico manda i dinosauri morenti.


Il signor Ciriaco non ha avuto neppure l'umiltà, da buon democristo, di ammettere che alla sua età prendere un aereo una volta la settimana per onorare il mandato, sarebbe stato quasi impossibile.
Difatti De Mita al Parlamento Europeo è assenteista, semplicemente non si presenta.
Però intasca lo stipendio, e che stipendio, tanto pagiamo noi.
Se non sbaglio pure D'alema è finito a Strasburgo.
Sono tutti sistemati, ognuno sulla propria poltroncina o trono.
Tutti, se non per rarissimi casi, i lor signori condannati o inquisiti liberi e tranquilli: da Cosentino a Lusi, da Papa a Belsito, da Fiorito a Bossi, Rosi Mauro, Dell'Utri, Verdini, i figli del Senatùr, Formigoni... e via discorrendo.
E' di questi giorni il caso De Girolamo, quella del "qui comando io", l'inciuciona ministra che è indignata perché l'hanno registrata a sua insaputa mentre minacciava e usava la sua posizione per aiutare la famiglia.
A loro insaputa fanno di tutto.
Scajola e Bertolaso insegnano.
La signora De Gerolamo, così fan tutti, dice che non ha alcuna intenzione di dimettersi, lo dice anche la Cancellieri, Alfano per il caso Kazako, Saccomanni, lo dissero tutti, nessuno escluso.
Non ha importanza se la signora De Girolamo sia iscritta nel registro degli indagati o meno, questo vale tanto per lei quanto per tutti suoi colleghi, del potere centrale e locale.
E' inutile che si indignino i pennivendoli e pseudo intellettuali di regime perché Travaglio l'altrio ieri ha definito la marmaglia partitocratica come "subumani".
Come puoi definire diversamente assessori dell'Aquila che sono gaudenti al telefono per i guadagni che fanno con gli appalti per il sisma... quando leggi che si dicono: "con questo terremoto abbiamo fatto il boom, ci voleva proprio!"?
Altro che subumani.

 

Signora De Girolamo & Soci ci si dimette dalla vita politica/pubblica per ETHOS e se non sapete cosa significhi il termine ve lo andate a cercare e cominciate a studiare, ma non più da ministri o rappresentanti, illegittimi, del popolo.
Chi vuole fare "il politico" deve partire a testa bassa, con umiltà, sapendo cos'è la morale, il bene pubblico, l'amore vero per la Nazione.
Far politica è passione e missione etiche, da questo non si può prescindere.
Ignoranti, sicumerosi, carrieristi, arrapicatori sociali, ex picchiatori squadristi, delfini di Almirante, massoni neri, soubrettes che la danno facile, cantanti falliti, direttori di approssimativi TG, amanti, cagnolini [con tutto il rispetto per gli animali], avvocarti personali, sistemati per spartizione di poltrone... nulla avete a che spartire con la Politica vera.
Dimettetevi per etica.
Ritornate a scuola, pubblica!
E basta.


Lucio Galluzzi
©2014
Common Creative Licence






venerdì 10 gennaio 2014

ATTILIO MANCA: SUICIDATO PER SEGRETO DI STATO/MAFIA

L'Italia è il Paese dei misteri e Segreti di Stato.
Una coltre di nebbie nere è stata calata da sempre dai poteri forti sulle verità scomode che sporcano di sangue questa Repubblica, da tempo e tempo non più nostra.
Dalle stragi di piazza ai treni saltati in aria, dalle banche sventrate alle stazioni macellate con tritolo, Ustica, Aldo Moro, l'Addaura, Capaci, via d'Amelio, l'Agenda Rossa, la trattativa con la Mafia che è Stato, sempre più Stato...
Misteri e segreti d'Istituzione che si portano via con loro vite: straziate, bombardate, sciolte nell'acido, sepolte vive, bruciate, sparite senza lasciar traccia, "suicidate".
Giovani che escono di casa e non fanno più ritorno perché esperti in guerra elettronica: che fine avrà fatto Davide Cervia?
Ragazzi che non devono parlare ai microfoni di una radio o scrivere su giornali, Rostagno, Impastato, Pippo Fava.
Una Nazione, questa Italia, che condanna a morte Pasolini, la fa ammazzare nel peggiore dei modi, il perché e chi sono stati non si saprà mai.
Il 12 febbraio 2004, a Viterbo, nella sua abitazione, viene trovato morto Attilio Manca, giovane urologo siciliano; ha lividi su tutto il corpo, macchie di sangue agli arti superiori e inferiori; due siringhe con cappuccio sull'ago rinvenute sulla scena, il dottore si sarebbe iniettato cocktail letali di droghe; lui che era professionista della sala operatoria sapeva perfettamente come usare quelle sostanze e le dosi necessarie al suicidio.
Attilio fu 'classificato' come tossico, drogato, consumatore abituale.
Davvero bizzarro che sul luogo del ritrovamento del corpo non ci fosse alcuno strumento o segno normalmente usati per prepararsi le dosi da farsi in vena.
Gli inquirenti dicono che il "suicida" era un igienista, quindi prima di intossicarsi ha pulito tutto, facendo sparire gli oggetti tipici del drogato,  talmente ordinato che si spara due siringhe di veleno, va in overdose, rimette i cappucci sugli aghi, poi si picchia, si insanguina e muore.
Insomma una dinamica che ricorda Peppino Impastato, che per ammazzarsi si prese a colpi di pietra in testa, se la fracassò spargendo il sangue  ovunque intorno a sè.
Come Pinelli che si lancia dal quarto piano della Questura di Milano, perché non si sa, l'ha fatto perché voleva ammazzarsi no?
Attilio Manca era mancino naturale, nel senso che faceva tutto con la mano sinistra.
Era un urologo specializzato in interventi alle neoplasie della prostata con laparoscopio.
L'unico ad effettuare quel tipo di chirurgia, altamente di precisione, in Italia.
Era mancino naturale, tanto che in sala operatoria era caudiuvato sempre da un assistente per la "guida" del braccio destro robotico del laparoscopio.
Il campo nel quale esercitava, la chirurgia interna endoscopica alla prostata, non ammetteva tremori o "assenze", è questione di micron; eppure investigatori, persone in divisa, magistrati hanno verbalizzato e confermato che Attilio era un drogato.
Lo negano tutti, che fosse tossico, colleghi, primario, amici, famigliari.
Eppure nei verbali e nell'inchiesta post mortem, Attilio, viene descritto come abituale consumatore di sostanze; un insulto alla persona, alla professionalità e alla sua memoria.
Si sarebbe suicidato facendosi l'overdose con due siringhe, una dopo l'altra, usando la mano destra e entrando perfettamente, un un solo foro, nella vena del braccio sinistro.
Un mancino naturale?
Attilio Manca un giorno telefona ai genitori e dice di trovarsi in Costa Azzurra perché "devo vedere un intervento".
Dal 7 al 10 luglio 2003, Bernardo Provenzano, latitante da 43 anni, fu ricoverato nella clinica di La Ciotat a Marsiglia per controlli al tumore alla prostata.
Fu operato il 29 ottobre 2003 nella clinica di Casamance ad Aubagne, operazione pagata dalla Regione Sicilia allora gestita da Salvatore Cuffaro.
Pare che nella stessa clinica fu operato anche il boss Paolo Di Lauro. E sembrerebbe che, nella stessa clinica, il boss Giuseppe Falsone, abbia subito un piccolo ritocco di chirurgia estetica al naso.
Nei verbali, nero su bianco, redatti dalla Procura di Viterbo, sostituto procuratore Renzo Petroselli, titolare dell'inchiesta e "accertamenti" verbalizzati e firmati dall'allora capo della squadra mobile viterbese, Salvatore Gava, non solo Attilio risulta essere tossicodipendente abituale e suicida per overdose, ma in servizio nel nosocomio dove esercitava la professione, il Belcolle; invece non è vero.
Il verbale è un falso.
Falso come lo erano i verbali che lo stesso Salvatore Gava e colleghi, implicati nelle torture alla scuola Diaz nel G8 di genova del 2001, scrissero.
Salvatore Gava fu quello che giurò che alla Diaz c'erano vbottiglie molotov e armi improprie [mazze, spranghe...], fece pure produrre fotografie dove mostrava l'arsenale sequestrato: era un falso!
Gava e colleghi usarono la menzogna e costruirono prove false per giustificare la macelleria che effettuarono alla Diaz.
Non basta: dai tabulati telefonici di Attilio Manca, viene omessa una telefonata, l'ultima, quella fatta ai genitori dalla Costa Azzurra: "sono qui perché devo vedere un intervento".
A nulla sono servite le proteste dei genitori sulla "sparizione" di quella voce dall'elenco delle telefonate.
C'è di più: il registro di servizio dell'ospedale Belcolle registra assenze dal lavoro di Attilio Manca proprio nei periodi nei quali Bernardo Preovenzano era a Marsiglia per gli accertamenti e poi l'intervento alla prostata.
La famiglia Manca è sicura che il figlio in quei giorni fosse a Marsiglia e che proprio lui abbia operato Provenzano.
Sono certi che non si sia suicidato, ma ucciso, perché diretto testimone di fatti mafiosi, magari non essendo neppure a conoscenza che il paziente che aveva assistito e operato fosse Provenzano.
Da quando i genitori e il fratello di Attilio hanno cominciato a denunciare le incongruenze e le falsità, gravissime, dei verbali d'inchiesta, chiedendo verità e giustizia per il figlio, e l'affermazione della onorabilità della sua persona, sono iniziate le persecuzioni, le offese, anche alla memoria del figlio, sostanze chimiche irritanti immesse nell'abitazione, ripetutamente, tanto da finipre più volte al pronto soccorso per problemi respiratori.
Secondo il racconto della mamma, anche polizia e carabinieri, dopo avere verificato la situazione, avrebbero consigliato alla coppia di abbandonare la casa, che si trova a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. «Abbiamo continuato a resistere, perché questa è la casa dove sono cresciuti i nostri figli, dove abbiamo trascorso gli anni sereni della nostra vita, dove la mafia ci ha consegnato Attilio in una bara, dove ci sono i ricordi di una vita».
Attilio sarebbe stato suicidato per mafia, ma l'inchiesta rischia l'archiviazione e mai la Distrettuale Antimafia ha preso in mano il fascicolo per verificare il perché delle bugie, reiterate, di funzionari dello Stato.
Nel frattempo Martino Galasso, 53 anni, ex esponente del clan Galasso di Poggiomarino, che negli anni '90 aveva collaborato con la magistratura, svelando intrighi tra criminalità organizzata e politica, viene trovato impiccato nella sua abitazione in via Pergolesi a Viterbo, poco lontano dalla casa di Attilio Manca; gli inquirenti hanno scartato l'ipotesi del suicidio, in quanto il supporto sul quale è stato trovato il cadavere non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo era realizzato in modo approssimativo e frettoloso, non certo da persona che volesse suicidarsi.
Da indiscrezioni sembrerebbe che la morte di Galasso possa essere messa in relazione con quella di Attilio Manca, nella quale il boss potrebbe avere avuto un certo ruolo.
Nel 2005 un pentito, Pastoia, disse che nell’ operazione a cui Bernardo Provenzano si è sottoposto a Marsiglia era presente un urologo italiano, ma non volle fare immediatamente il suo nome e non lo farà mai, perché Pastoia è stato trovato nella sua cella, impiccato… - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/14415/caso-manca-e-ora-di-fare-luce-ne-parliamo-col-fratello-gianluca/#sthash.vcipBc65.dpuf
ex esponente del clan Galasso di Poggiomarino che negli anni ’90 aveva collaborato con la magistratura svelando numerosi intrighi tra criminalità organizzata e politica - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Galasso, 53 anni, è stato trovato impiccato nella sua abitazione di Via Pergolesi, a Viterbo: gli inquirenti hanno scartato l’ ipotesi del suicidio in quanto il supporto su cui è stato trovato il cadavere dell’uomo non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo è stato realizzato in maniera frettolosa, insomma non un cappio realizzato da un uomo che avrebbe voluto suicidarsi. - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Galasso, 53 anni, è stato trovato impiccato nella sua abitazione di Via Pergolesi, a Viterbo: gli inquirenti hanno scartato l’ ipotesi del suicidio in quanto il supporto su cui è stato trovato il cadavere dell’uomo non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo è stato realizzato in maniera frettolosa, insomma non un cappio realizzato da un uomo che avrebbe voluto suicidarsi. - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Galasso, 53 anni, è stato trovato impiccato nella sua abitazione di Via Pergolesi, a Viterbo: gli inquirenti hanno scartato l’ ipotesi del suicidio in quanto il supporto su cui è stato trovato il cadavere dell’uomo non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo è stato realizzato in maniera frettolosa, insomma non un cappio realizzato da un uomo che avrebbe voluto suicidarsi. - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Galasso, 53 anni, è stato trovato impiccato nella sua abitazione di Via Pergolesi, a Viterbo: gli inquirenti hanno scartato l’ ipotesi del suicidio in quanto il supporto su cui è stato trovato il cadavere dell’uomo non avrebbe potuto reggere il suo peso ed il cappio che portava al collo è stato realizzato in maniera frettolosa, insomma non un cappio realizzato da un uomo che avrebbe voluto suicidarsi. - See more at: http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/27472/giallo-galasso-e-morto-il-pentito-di-camorra-residente-a-viterbo/#sthash.mDZSiuQd.dpuf
Nel 2005 il pentito Pastoia ebbe a dire che nell'operazione alla prostata a Provenzano, in Marsiglia, era presente un urologo italiano; non volle fare il suo nome e non lo farà mai, perché Pastoia è stato trovato morto impiccato nella sua cella.
Davvero strano questo Paese.
Nazione di misteri e segreti di Stato.
Piena zeppa di spergiuri e sabbie mobili.
Per Attilio intervenga la Procura Antimafia, subito!

Lucio Galluzzi
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