mercoledì 8 gennaio 2014

SCUOLA PUBBLICA: L'ULTIMO SFREGIO

IL GOVERNO DEI ROBIN HOOD ALLA ROVESCIA E SACCOMANNI NON TROVA LA COPERTURA


Lettera aperta alla dottoressa Carrozza
Ministro Istruzione, Università e Ricerca, suo malgrado

Non è facile avere a capo del Dicastero dell'Istruzione una persona competente e capace; da decenni su quella poltrona si sono succeduti i peggio innominabili, gentaglia messa lì solo ed esclusivamente dalla mafia partitocratica, falliti, riciclati, impresentabili; tranne rarissime eccezioni, la Scuola Pubblica italiana è stata sempre messa in mano, o meglio sotto il culo, di coloro che sono passati da lì a far finta di dirigerla, usandola come cesso per le proprie deiezioni, un incarico d'oro di Casta affidato a spietati quanto affamatissimi servi di regime.
Un regime che è andato sempre peggiorando.
Ce la vengono a raccontare solo sul ventennio berlusconiano, peraltro rinnovato da pochi mesi, ma è oltre settant'anni che l'Istruzione e la Cultura italiane vengono stuprate e sfregiate da criminali senza ragion di Stato e interesse per la Cosa Pubblicca.
Basta semplicemente cercare su Wikipedia l'elenco storico dei tizi che sono stati Ministri della Pubblica Distruzione, c'è da rabbrividire a legger quei nomi.
Se poi a quelli ci affianchiamo i Ministri, Sottosegretari, Consiglieri, Portaborse dei Beni Culturali e Tesoro, il vomito diventa incoercibile.
Sapere che, finalmente, il MIUR è stato affidato a lei, dottoressa Carrozza, è una boccata d'aria pulita: da quando ricopre l'incarico non si è risparmiata in parole e atti a difesa di studenti, docenti, famiglie utenti. Ha usato anche parole forti, invitato alla ribellione, alla disobbedienza, lei che è del mondo della Scuola, da sempre, sta dimostrando, giorno dopo giorno, quanto percepisca e conosca direttamente l'enorme disagio nel quale tutti noi docenti, come lei, siamo stati scaraventati e abbandonati.
Ed ecco l'ultimo sfregio, l'ultimo in ordine di cronaca politica parlamentare, perché di certo ce ne saranno altri, come è sempre stato in questo Stato: il ministro Saccomanni [ma chi è?] decide che dalla busta paga di noi docenti deve togliere 150 euro lorde mensili, a 80 mila di noi lo fa, partendo da adesso, genneaio 2014.
Non basta che il CCNL dei lavoratori della Conoscenza sia disatteso da oltre sei anni, che i nostri stipendi siano bloccati ed erosi da inflazione e crisi dal 2005, nessun aumento a fronte di impegni professionali e responsabilità che aumentano, insieme al monte ore settimanale, avendone noi tutti in cambio zero; in quale altra azienda il padrone impone ai propri dipendenti di lavorare di più, produrre meglio, più in fretta e gratuitamente?
Gli scellerati, che sono venuti prima di lei, con menzione di vergogna assoluta per gestioni quali Moratti e Gelmini, hanno scientemente devastato la Scuola Pubblica, rendendola maceria.
180 mila sono stati i colleghi licenziati e buttati in mezzo alla strada perché precari. 
Taglio dopo taglio, machete, sfobiciate, insulti, minacce: noi docenti siamo i "fannulloni, imboscati, sindacalizzati che devono essere mandati a casa a calci in culo, se criticano l'Amministrazione sono da licenziare, incapaci, senza meriti, comunisti... ", e chi più se ne ricorda ne metta.
8.1 miliardi presi a piene mani in pochissimo tempo dalle nostre tasche, solo dalle nostre, perché come lei mi insegna, noi insegnanti siamo la cassa dove lo Stato mette le mani e ruba tutto tutto che può, anche la nostra dignità.
Un docente di scuola media inferiore percepisce mensilmente circa 1.300 euro, dall'inizio della carriera a non si capisce più quando [visto che di aumenti non se ne deve parlare]; togliere dal suo stipendio 150 euro mensili è vergognoso, schifoso pensare che quei soldi sudati e dovuti al collega, finiscano, prelevati coattivamente, a coprire i buchi di Bilancio per la Legge di Stabilità  attuale.
Il ministro Saccomanni [ma chi è /2] peggio del già tossico Tremonti; lei, dottoressa Carrozza si ribella, chiede al tizio di non applicare la norma e lui che risponde?
Dice che non è colpa sua, il decreto lo ha firmato Napolitano, questa cosa del rubare dalle buste paga degli insegnanti il governo, il Colle, i sindacati... tutti  poltronisti rovina Nazione, la sapevano fin dal 27 dicembre scorso.
Ma tutto taceva.
Il tizio al Colle, come ha sempre fatto, firma qualsiasi cosa, non sa quel che fa, non lo ha mai saputo.
Ancora di più; Saccomanni invita lei, Ministro dell'Istruzione, a trovare nel MIUR i soldi che servono a lui & Casta.
Non ci pensano minimamente a mettere le mani in tasca ai ricchi veri [lo scudo fiscale Berlusconi/Tremonti/Pd insegna], non si tagliano indennità, lo annunciano, fanno finta, poi di notte, come ogni ladro che si rispetti, cambiano le carte in tavola e rimandano alla fine del 2015.
Intanto, questa Casta, da sempre si mantiene la Scala Mobile, e che Scala Mobile: l'hanno cancellata per tutti i lavoratori italiani, per loro no; recuperano tutto quello che l'inflazione erode dai loro "poveri stipendi d'oro", percentuale di adeguamento al costo della vita moltiplicata più del doppio, sommata ad una assicurazione del 2.7 % dell'indennità, perché non si sa mai, meglio abbondare.
Rubano dalle nostre tasche, ma guai a solo farli pensare a quanto sia inutile il Senato della Repubblica [della banane], a quanto si risparmierebbe chiudendolo e mandando a casa le mummie in carica lì dentro.
Prendere dalle pensioni d'oro? Ma manco a dirlo per scherzo!
Colpire i capitalisti, quel 10% che ha in mano tutti i piccioli nazionali, a danno del 90% di cittadini normo salariati? Ma no che non possono; nessuno al Governo lo ha mai fatto, mai.
I conti 'neri" in Svizzera e nei paradisi fiscali? Non possono farli rientrare; è vero che in valuta ritornerebbero in Italia cifre da capogiro di soldi nostri, ma poi i grandi evasori  non voterebbero più i vassalli che hanno sistemato al comando di questo Paese malato e moribondo.
La tassazione dei capitali nascosti all'estero, fatti rientrare, applicata al 10% coprirebbe una manovra economica/legge di stabilità da oltre 25 miliardi.
Ma Saccomanni, Tremonti prima di lui, Napolitano, Berlusconi, il PD, il Monti fallito & Congrega, i sindacati [i sindacati!] hanno sempre fatto finta di nulla, e continuano.
Però com'è bello fottere soldi a piene mani dagli stipendi degli insegnanti, quelli che sa sempre pagano le tasse e non evadono neppure un centesimo, perché sono dipendenti della Pubblica Amministrazione e come tali vacche, seppur macre, da mungere senza tregua.
150 euro prelevati mensilmente dallo stipendio di un docente, compresa tredicesima, fanno circo 2.000 euro.
Se quel docente si sposta ad esercitare la sua professione in Spagna, fin da subito ci guadagna 6.000 euro un più l'anno, rispetto al trattamento economico italiano.
Se ne ne va in Francia o Inghilterra, i suoi scatti di carriera  [qui negati da sei anni, versati solo quelli del 2012, senza interessi, cancellati i precedenti, e ora richiesti indietro da Saccomanni] il suo stipendio, che qui è di 24 mila euro annui, scatterà per carriera fino ad arrivare a quasi 50 mila; siamo i peggio pagati del mondo civile noi docenti, qui; trattati come ladri dai veri ladroni di Stato, costretti a portarci da casa anche la carta igienica e il sapone, i gessi per le lavagne [ma le LIM? Quali LIM?], usare i nostri mezzi per raggiungere sedi disagiate, metterci di tasca nostra tutto quello che possiamo per rendere all'utenza un servizio il più possibile decoroso, che lo Stato ha distrutto
Dottoressa Carrozza, che cosa potevamo aspettarci, lei e tutti noi, lavoratori della Conoscenza, dopo gestioni della Cultura e dell'Istruzione lasciate in mano a tizi come Gelmini, Bondi, Sgarbi, Renato Farina e Stracquadanio, Brunetta & Co.?
Lei sa a cosa mi riferisco, lo sa bene.
Non c'erano i soldi per la Scuola Pubblica, ma li trovavano di notte, centinaia di milioni per le private, parificate, clericali gestite dagli amici degli amici.

                                                      

Ministro, se ne vada, scappi e li abbandoni, non stia in mezzo a questa gente.
Si tolga prima possibile da dentro quello schifo.
L'antipolitica, i forconi, i grilli urlanti populismo da bassa lega, con la Lega, i movimenti di finta "rivolta", anche la mafia tutta, le nuove e vecchie Forza Italia, pitonesse, falchi, conigli, maggiordomi, camerieri e soubrettes, nani malefici e streghe vere... ringraziano Saccomanni e quelli come lui che tanta acqua marcia stanno portando al loro mulino.
Che si dimettano tutti!

Da collega a collega, Maria Grazia, un abbraccio.
Lucio Galluzzi


Maria Chiara Carrozza


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lunedì 6 gennaio 2014

IL SUONATO SIGNORE

Durante i noviluni nel pavimento delle tue retine
mentre passeggiavo sui lungomare natali
dentro ai miei film all'aperta memoria persona
per mano d'alberi nell'oro di Praga
chissà s'era Talin o meglio Argun
forse stavo sotto tappeti rossi Dardana
con Antonio al gelo del nero d'un mattino
finito alla nuca più volte parlando per Anna
io seduto sulla terra
All'interno d'un fiordaliso nella capinera
se d'inverno in alta quota di nevi
lì guardo campane immobili
davanti a Dio
non mi intrometto.
Nelle insonnie elicitate quelle notti
talune notti
spalanco i vetri
e decollo via verso San Giovanni
plano su astragali d'Etna
come la sua lepre mi batto col serpente
come Dio che guarda
non mi intrometto
L'Amore non c'è più
non nasce più
non canta più
non spaccia più
mio suonato signore
Il mondo non ammazza più
il nostro sonno
le nostre lingue
i congiuntivi
E gli orologi inutili
manco borotalcano i capelli
pinzati ai balconi
a sbiancare ad asciugare
Abbracciami più forte e non guardare
che il golpe passerà
Molti vermi freddi e i loro danni
mi fan terrore
dico a Dio di restare qui
ci credo ancora sai
poi di colpo vedo te di corsa arrivi tu
come zucchero nel mare
sciolgo il dolore
e nulla vive
my little bag of  joy
canto dell'Amore  malgrado la Stagione
fidati che è niente andare
se il tormento se ne va
L'Amore non c'è più
non nasce più
non canta più
non spaccia più
mio suonato signore
Il mondo non ammazza più
il nostro sonno
le nostre lingue
i congiuntivi
E gli orologi inutili
manco borotalcano i capelli
pinzati ai balconi
a sbiancare ad asciugare
Abbracciami più forte e non guardare
che il golpe passerà.

Lucio Galluzzi
C2014CCL




sabato 4 gennaio 2014

OMO TRANS BIFOBIA E CIAO ANDREA

Molti si saranno chiesti cosa significhi LGBT.
Semplice: sono le iniziali riferite al movimento Lesbiche, Gay e Trans.
Pochi però si accorgono che viene quasi sempre omessa la B.
Nel senso che è comunemente accettato che quella B sia lì, tra quelle lettere, così, tanto per esserci e basta, come semplice congiunzione, omissibile.
Non è già normale che questo avvenga nel mondo dei non appartenenti al mondo LGBT.
Il fatto che lo stesso movimento per i diritti di genere però ignori quella lettera è assai grave.
Loro stessi, gay, lesbiche e trans, riuniti in gruppi, associazioni, centri aggreganti, che si battono contro omofobia e transfobia, praticano la bifobia senza rendersene conto.
Se quella B è nascosta, dimenticata, non notata, abrasa nel mondo degli eterosessuali, allo stesso modo viene occultata dagli stessi che scendono in piazza, organizzano petizioni, chiedono, giustamente, diritti per loro stessi.
Bifobia applicata e perpetrata allo stesso identico modo da omofobi e persone LGT.
B sta per Bisex, cioè i nascosti dei nascosti, coloro che, quasi universalmente, pare non esistano.
E' talmente forte la rimozione sociale della bisessualità, tanto che pare cosa normalissima definirli con l'indefinibile; così diventano "gli etero curiosi" o "moderni", "finti gay" o "sporcaccioni e basta", fino a giungere a "ma sì, sono finocchi che ogni tanto vanno pure a donne".
Abrasione a tal punto che si mette finanche in dubbio che il bisex esista davvero.
Provate a cercarlo un cartello che rivendichi i loro diritti tra le immagini e i filmati dai vari gay prides & manifestazioni associate.
Provateci.
Il bisex è il maledetto tra i maledetti; è quello che se è donna allora il marito, il compagno, il fidanzato, la società intera può darsi che non si facciano problema, a volte la cosa li eccita pure, un maschio che si arrapa guardando la propria donna che fa sesso con un altra donna è accettabilissimo, anzi è desiderio tra i primi nell'immaginario dell'etero.
Se il bisex è maschio allora la situazione cambia, perché un maschio che va a maschi non va bene, fa crollare di botto il desiderio della sua donna, diventa cosa da lasciare, un frocio che non ha più il diritto di essere voluto bene.


"Che scherzi gioca all'uomo la Natura" e il mercato delle etichette.
Che squallore di moltitudine omologata a imporre codici a barre, definire secondo il proprio metro di desiderio, le proprie voglie, l'immaginario personalismo, l'egotico più basso.
Il Bisex deve allora inventarsi strategie sottili per esserci come persona: negarsi, marchiarsi così come lo vogliono, cancellarsi e far finta di non esistere.
Se si chiede seriamente ai Bisex che cosa desiderino, i più non sanno [o non vogliono] rispondere, ti dicono pure che la scelta tra una cosa e l'altra [la chiamano 'cosa', non la nominano] non è importante, anzi è secondaria, magari non esiste neppure, forse è solamente, dicono sempre loro stessi, una deviazione, così si trascinano auto mascherati e censurati dai loro stessi fratelli e sorelle.
Insomma, è diventato assioma assoluto l'affermazione "il Bisex non esiste".
Lottano contro l'omofobia, la transfobia, ma ignorano la bifobia e la applicano al loro stesso interno.
Diversi che diversificano tra i diversi.
Ci si dimentica troppo spesso che l'amore non ha nulla a che spartire con l'orientamento della carne.
L'amore orienta esattamente per dove deve: all'Altro.
Non c'è distinzione di desinenza, peluria o reggiseni abbondanti, mutande Calvin Klein con l'elasticone o divise in cuoio e fruste, percorsi di cambi genere o ormonali; l'Amore non conosce questi confini. non frequenta macellerie, non acquista sottofiletto o trippa.
E' l'Amore, punto e basta.
E' l'atto rivoluzionario più potente che esista, basta poco ad esserci dentro, tutto sta nell'allungar la mano, quando lo si sente, e carezzare; il desiderio di Bene non vive, nè dimora in classificazioni, dirompe così come è giusto che sia, miracolizza e sustanzia, strappa tutte le etichette dai prodotti esposti sugli scaffali dell'ipermercato globale della mediocrità umana.
E' la benedetta tempesta perfetta, che ha un nome: affettività.
E' guardare il Volto dell'Altro e piuttosto che averlo, essere quel Volto.
Ma troppe stazioni Termini e binari 10 ci frequentano il cuore, abbiamo per amici mazze e coltelli, pugni e bastoni.
Altrimenti Andrea non sarebbe stata massacrata.
Neppure ridotta semiparalizzata.
Avrebbe trovato un fidanzato.
La sua famiglia avrebbe richiesto almeno la salma.
E nessuno oggi sarebbe meravigliosamente meravigliato di un'omelia funebre, nella quale l'officiante parlava di lei "dandole del lei".
Non c'è alcuna gioia conquistanta in quel "lei" in chiesa.
Non ci sono rose bianche a pulire le macchie di merda e peste che abbiamo nel DNA.
E' tutto gia avvenuto.
Ciao Andrea.


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domenica 27 ottobre 2013

KUBELKA: DEL MANGIARE IL CINEMA


 

Quando uno dei miei Sensei cominciò ad insegnarmi gli istanti infiniti, fu difficile non solo apprezzare il lessico dell'ossimoro paradosso, eppure lui era il mio Terzo, dovevo esserne abituato.
Decostruire il Tempo, affrontare in ZaZen presente l'incedere prima della lancetta dei secondi, poi passare ai minuti per arrivare a vedere, in una giornata intera, la sfera delle ore correre sul quadrante di un piccolo orologio da donna a carica manuale.
Passò poi, dopo qualche mese, ad indossarlo Sua Venerabilità, sedeva davanti a me ed io, senza distrazione d'occhio alcuna, dovevo, nell'immobilità presente, vedere quello scorrere circolare orario, solo la minuta lancetta.
Di volta in volta, il Sensei, si allontanava sempre di più, arrivo' a togliere le lancette dei secondi e minuti, lasciando le ore.
"Guarda il Tempo circolare!".
Fino a coprirlo, l'orologio, con la manica del Kesa, guardavo il Tempo circolare.
Smontarti pezzo dopo pezzo, riporre ordinatamente i componenti davanti al tuo Zafu, osservarli, senza fretta, nudo d'intenti, abbattere meticolosamente l'impalcatura/cattedrale nel deserto della facciata, quella che ti gira intorno a 360°.
Distruggere quei motorini della meccanica acquisita, toccare con mano ferma il moto Browniano, realizzare la negazione dell'Uno matematico e metafisico: sentirsi.
I Sensei sono tutti pazzi, ti offrono la Struttura della Magia come un bicchiere d'acqua fresca in un Ferragosto rovente, dopo che ti sei fatto di pizze fritte e leccato sale per capre, senza una parola in più: bevi!
"Signore!", diceva il giornalista al Santo, "stia attento, il té che mi sta versando trabocca dalla ciotola, cade nel piattino e gocciola a terra..."
Fino a quando la tazza sarà piena, come la tua testa, del tè non capirai nulla.
"E' nel vuoto del vaso che sta il senso dell'uso, è nello specchio vuoto l'Essenza dello specchio sè stesso."
Eppure arrivavo preparato da un buon insegnante di Didattica, che tutto mi aveva dato di Ivan Illich.
Assaporare in frequenza il Paradosso per pulirsi è dolorosamente necessario.
Altrimenti resta dormiente e non preoccuparti oltre, vivi solo il tuo sonno eterno in questa vita cieca, sorda e muta, come te.

 

Peter Kubelka è del 1934, figlio di musicisti e cuoche viennesi, eccellenti cuoche.
Diligente nello studio, preferisce però  le dure discipline delle arti marziali, determinato diventa campione di lancio del disco.
Fino a che incontra il Cinema.
Dice:"per quindici anni ho pensato solo a questo, poi ho deciso di despecializzarmi, perché non mi piace il big bang che stiamo vivendo, in cui ognuno di noi si dedica ad una sola forma di espressione, ho deciso di fare di tutto e di farlo come piace a me, sperando poi che piacesse anche a qualcun altro."
In quindici anni di duro lavoro cinematografico, Kubelka ha prodotto film che proiettati uno dietro l'altro occupano all'incirca venti minuti in totale.
Brian Eno, per lui e solo per lui, ha progettato e realizzato a New York una sala di "visione immersiva": poltrone con capottine che isolano lo spettatore dai vicini, auticolari olofonici, disposizione dei posti ad anfiteatro e soprattutto schermo orientabile a 180°, diagonalizzabile, flessibile, polimorfico.
La sala è aperta 24/24.
Kulbelka non guadagna con suoi film: "per 14 anni non ho avuto un soldo in tasca"; così a metà degli anni '60 si trasferisce negli Stati Uniti ed inizia a partecipare ai più importanti eventi/stages del cinema d'avanguardia: è co-fondatore dell' Anthology Film Archive ed è parte del direttivo della Filmmakers Coop di New York, nonchè docente in una cinquantina di università tra cui Harvard.
E' titolare a Francoforte di una cattedra che ha ribattezzato  «Classe di insegnamento di cinema e cucina come forma artistica».
Durante le proiezioni dei suoi lavori, eventi che chiama ad esempio "Metafora del Mangiare", usa il cibo come mezzo di comunicazione, partendo magari dalla pasta.
Il cibo come "il più antico mezzo di trasmissione" viene usato in interventi pratici di culinaria; "nell' arte della cucina le espressioni sono tridimensionali come in architettura, ed è la bocca in questo caso l' organo più idoneo per la misurazione degli spazi."
Così, la pasta diventa architettura per la bocca e se al dente, si misura meglio.
Nel suo è "Il Cinema Metrico", la pellicola è "unità di misura essenziale per partiture formate di contrappunti visuali e sonori."
Ogni suo fotogramma è impressionato singolarmente .
Cinema mangiabile, film brevissimi, pubblicità per birra, porno estremo eluso alla vista chiara, memorie per l'Umanità, tra una forbice, bisturi e consevazione delle Opere in perenne stoccaggio alla Cineteca di Vienna che ha fondato.

Lucio Galluzzi
C2013CCL


Bibliografia:
click sui links


Arnulf Reiner, 1960

Monument Film, 2012/2013, con intervista a P. Kubelka 

Referencias experimentales, FactFest, 2013

Pause! #1

Pause! #2

Offenbach 

Unsere afrikareise 1966 - Part 1 

Unsere afrikareise - Part 2 

 



 




sabato 26 ottobre 2013

COMPOSTA MARINA!

Caro amico mio che non ci sei non ci sei mai stato non ci sei mai voluto essere in essere ma solo apparire per il te stesso spesso troppo spesso per il sesso stesso qua e là speso senzamore ai margini dell'uragano che tutto prendono e scaraventano come le vacche negli USA piovevano rovinose.
Non sei spendibile gli oggetti hanno fatto la 'loro' Storia altrui gli altrui nessuna Storia sei senza Storia un solito seminato insolido binari dai quali non esci mai frase fatta sorpresa zero sorriso negato scampi sempre scampi purtroppo alle raffiche di mitra coturnato non Achille che il tuo tallone è saldo non lo svendi cammini pesante a calci scosti i morti non li vedi fai rumore schizzi e fotti piangi poppi latte lo dice da troppo tempo che si vuole ammazzare sono anni che lo dice.
Il morto non crede al morto vivo specchio delle mie brame riflesso caduto nell'acque oh come sei bello or c'affoghi di beltade solo dante mai prendente.
Eppur sarebbe Arte l'impalata tua issato per l'ano su a creste Carpazi contro turchi finalmente finito a far paura una benedetta volta davvera utile.
Non è spendibile la presenza.
Non c'è monetizzazione nell'esserci ancora.
Non ha mercato l'ostinazione didattica.
Come dare perle ai porci una volta passi anche la seconda comincia a puzzar di Satana la terza son coglione io.
Occorre urge andarsene presto.
Nascondere tesori da Occidente a Oriente.
Restituire al Buddha lui stesso.
Krisnamurti smise di parlare quando nacque quel tizio.
Nonunasolaparolaperventicinqueanninonunasolaparola.



Non c'è altro da impegnare in questo ultimo atto se non carne personale la fattezza esteriore neppure più corpo è morto il proletario pure cancellato in eterno nessuna piazza via chiesa cortile spiaggia sala distesa di sale Balkan pallida senzorizzonte sensoriale macchiata in lunga fila zafferano rosso sangue monaci in Burma sfilano alla pioggia scalzi sotto macete BANG s'infuocano oh devi pulire lo schermo Iphone con dovizia di particolare meticoloso lasciando zero traccia rispondere alla chiamata tatto d'orecchio risporca pulire di nuovo l'hai toccato cancella sono unti i polpastrelli dovresti tagliarli lavarli disinfettarli toglierli sostituirli limare unghie staccarle UV evitare contatto di coseoggettipersoneamorilabbra tappartiorecchie mettereinsalamoial'uccello preservarti creoline chiuderelefinestre SHHHT cazzo!
L'Arte è il movimento preciso staccato dall'Anim lasciato libero agente incondizionato senza critico presentazione dibattito pre post traduzione così come esce a cadere totale incurante tribunali di forma giudizio sostanza.
L'Arte è Anima di una vita offertorio pubblico nulla nascosto/rappresentato esattamente com'è vita.
"Tu con le mani spacca tutto demolisci distruggi guida forte devi crearti degli spazi per organizzare la tua morte" 
E anche per oggi non se ne fa niente di questa Rivoluzione non se ne fa niente.
Non sono stato mai amato neppur minimamente voluto bene perché il bene l'unico solo me lo sono dovuto sempre dare io.
Non sei stata mai amata neppur minimamente voluta bene perché il bene l'unico solo te lo sei dovuto sempre dare tu.
Non hai mai amato neppur minimamente voluto bene perché il bene l'unico solo te lo sei preso sempre da chi non hai amato che ti ha amato.
E' ora di finirla.
SHHTTT!
Ora è ora di finirla.


 




Quando fui morto che lo ero da tempo di già li sentivo ad organizzare cose strane non è il caso di lasciar traccia ai non traccianti così la Volontà d'andar per Paria smembrato d'arti ai Cardinali che finalmente uccelli mi prendano come mai mi presero il tronco a Scimmie guardiane di qualche rovina sacra anacoreta nepalese o che cosa me ne fotte la dipartita non è mai geniale semplicemente banale distacco elettrico stupida abitudine umana come disperso sono stato per questa vita che mi si perda perso.
Occorre solo lasciar Traccia Forte d'Opera l'AnimⒶ Testimone che ancor nell'aria tua le senti tutte le Grida di Cesare.
E dell'ultimo Lupo sacrificato marsicano.




- tempo di stesura: una notte intera
  tempo di gestazione: una vita intera
  didattica: Alda Merini -

Lucio Galluzzi
C2013CCL

domenica 15 settembre 2013

FA DIESIS MINORE

Il dolore non so dove trasporterà tutta questa gente.
Di certo non nelle braccia gli uni degli altri, neppure presi per mano, sicuramente lontani.
Il dolore metro e peso d'umana presenza in queste terre, discriminante d'accesso a fratellanza, imprinting per riconosce simili, lo dimenticano.
Come hanno sempre fatto per ogni benedizione.
Hai presente le appena vedove in India?
Parenti, figli, amici, curiosi, brahmani, perfetti sconosciuti gridano più della moglie per coprirne le urla, s'ammassano su lei, la buttano sulla pira; come da sempre, lì, si dirà, tutti diranno, che la poveretta s'è lanciata da sola nelle fiamme.
Il dolore annegato nel fuoco.
Le ceneri affogate nel Gange.
Solo la morte celebrano santa.
I morti da morti li salgono al paradiso.
Mai la vita, il vagito, i piedi che corrono, la lotta qui ed ora.
Questi esseri che si sono chiamati umani, d'umano si sono dati solo il trascendente.
Sono contraddizioni in pena erranti.
Schiavi eterni, non di padroni e Olimpi, vittime e carnefici di se stessi medesimi.
Così è che l'amore è terminato, scarico, da tempi e tempi.
Scatarrato a terra come un Big Babol pannaFragola dopo solo 10 minuti di masticamento e succhio.
Rifiuto non rinnovabile.
Una volta quelle cingomme le addizionavano con intestini di ratto.
La moda cambia.
Ora sono più 'pulite', umanamente accettabili a livello internazionale.
Fanno così con tutto.
Sterilizzano e rendono accettabile come negli Ultracorpi.
L'amore l'hanno depurato, evirato, aspermizzato, distillato, pastorizzato, esposto al Cobalto.
Ora è similmente santo in morte e dolore negato su pire parentali.
Giammai parenterale, l'anale implica godimento almeno d'uno, quindi no, se lo negano.
Se lo menano.
Forse seppure.
Anzi, neppure.
Mi ritrovo spesso, quasi un continuo,  col volto tuo che è il mio.
Vorrei cancellare il quasi.

Lucio Galluzzi
C2013CCL


venerdì 13 settembre 2013

GIARDINI

Come gabbiani urlano i bimbi quando giocano
o sono i gabbiani che giocano ai bimbi
acuti sopra ottave superiori oltre le nuvole
noi non apparteniamo al leggero
si è fuori dal mondo della magia
pesiamo di scarpe che offendono erbe
incapaci al volo gelosi d'effimere
eppure quelle in arco di minuti sono Luce
arcangeli d'iridi pur senza Sole
la notte splendono
di giorno tessono tappeti
sete calate dirette alla Fonte
Come rondini la sera ai campanili
girano le biciclette dei piccoli a rotelle
la gioia senza condizione alchemica
trasmuta in voli su mari
i gabbiani di prima
armoniche accordo d'aria
sale Haendel
sono sordo.

Lucio Galluzzi
C2013CCL