giovedì 4 luglio 2013

BU-SHIDO

Camminare a piedi immobili
calpestare carta di riso senza lasciare traccia
respirare inghiottendo il rospo
scrivere una lettera partendo dal commiato
raccontare del tuo funerale
bere lo zucchero senza caffè
dormire tagliandoti le unghie
rasarti il pube con una Staedler
accendere la luce con il butano
ballare un tango su vetri rotti e non sanguinare
alzare le protesi oculari al cielo
evocare la tua medium
Passano i mesi e cambia stagione
cadon le foglie occorre il maglione
passano i mesi il freddo è finito
l'albero spoglio è già rifiorito
pregare la suora che prega per te
esibire rapidograph 0.1 come eyeliner
laserizzare pupille in cerca del cosmo
scattare una foto al tuo ectoplasma
farti lo sconto cacciandoti in borsa
pesarti l'anima iniziando dal perineo
contare i versi e verificare che sono dodici
identificare la quartina passando alla prossima
sapere per certo la quartultima affermazione
maledire cipressi melograni e infiniti
tuffarsi nella nebbia senza trampolino
verificare sempre che il poeta è una truffa
realizzare che in questo caso è mendacio
L'anno che passa non ha importanza,
se tu lo vivi con la speranza
di preparare un mondo migliore
dove la gente ragiona col cuore.

Lucio Galluzzi
C2013CCL











UN ESERCIZIO

Non avanzai piede avanti
non comprai fiori
immagina se ti omaggiai
come d'accordo mi sfigurai
ossia mi distesi felice assai
in superficie scivolando facile
manco m'annegai
è che non si conviene
darla vinta al Greco di turno
il Ludovico padre quello sì
m'interessai
contrassegno di qualità
balzo in avanti
e la matita fece uno strano tic
nervosa pure lei pensai
un ornato a tutto tondo
mi preparai
impossibile una F rotta
è dal Liceo che ne ho una
la stessa
mai la spuntai
come posso pensare al guasto?
In rito il curvalinee posai
lucido e la Gillette vicina
si cancella dopo aver passato
senza cura
in velocità
a polsi precisi
non ammesso il tremolìo
poi guardando tutto esatto
una linea da tracciare la si spezza
contigua
i tratti vicini annullano i punti
lo stacco
E come ti va ora
la vita tua sotto Alloro
mi profumai
per sfuggire all'abbraccio
ti cucinai
è un oggetto testimonio
di frattura metafisica
debitamente considerato
quando dio si fa cosa
Ninfa d'uno stagno
strumento di Siringa
Pitone dritto agli occhi
è l'eroe che fa rumore
enunciazione
dote iniziale
rammento di propria origine
lascia stare gli dèi
io esistevo che non c'erano dèi
il mondo non ha stagioni
quel tempo è finito
mio caro
ti è mai accaduto di vedere
guardare una pianta
un sasso
un gesto
provare la stessa passione
dunque sai come vivo
wirklich wirkend
àtman atmàn
gli olimpici
sono stati
gli ultimi dèi
a venire al mondo
mi delirai
compiaciuto
come quella volta
sulla panchina a Delfi
cadendo
che mi fracassai.


Lucio Galluzzi
C2013CCL





lunedì 1 luglio 2013

LAGER [multiplo]

Per
sempre
ti
amerò
e
non
ti
lascerò
poi
mai
ti
lascerò
poi
mai
ti
amerò
per
sempre
non
ti
lascerò
e
per
sempre
ti
amerò
per
sempre
mai
poi
ti
lascerò
per
sempre
sempre
mai
non
ti
lascerò
poi
per
sempre
mai
sempre
per
ti
amerò
non
mai
ti
lascerò
per
sempre
...

Lucio Galluzzi
C2013CCL

venerdì 28 giugno 2013

BURBERRY

Nascondersi dietro il viso
impietoso che mostra come sei
rigorosamente attento al vento
se viene contro non è un piacere
scalini verso il mare da scendere
meglio nessuno veda i passi
si potrebbe sbagliare d'equilibrio
ti sfogli il libro
ti tocchi le mani
t'accarezzi un ginocchio
ti compiaci
ti parli tanto
ti profili nelle lenti
tessili identici a quelli dei tutti
così disconosciuto uguale
anonimo abbandono sulla panchina
dita che si sciolgono al sole
uno dietro l'altro fino alla luna
il bengalese offre garofani a poco
pungente odore di menta dei prati
l'acqua innervosisce per rumore
quell'altro calpesta ghiaia
no grazie non fumo
indiscreto zampillo rovinoso cascata
ti prospettivi lineare
ti insegui
ti guardi negli occhi
ti chiami più volte
ti metti un piede avanti
ti baci le unghie
... e girano il tango figurato
le foglie d'olmo a terra
nella rossa torba della pineta.

Lucio Galluzzi
C2013CCL







venerdì 21 giugno 2013

Gígnomai

Come posso fare io a dire
quello che vorrei dirti
se le parole tutte mancano
giro pagine bianche
da dizionari approssimati
non c'è lingua se non biforca
è il peccato originale questo
quel pomo alla gola muto
ti guardo e mi meraviglio
come lo stupido in clinica
senza più cheratine
o la virgola d'un Kafka 
chiuso in cella però
da quella volta che mi svegliai
pure io senza cuscino
e m'inquietano serpi?

Lucio Galluzzi

C2013CCL

domenica 16 giugno 2013

ENANTIOMERIA

Il terrore che provo di me allo specchio
è identico allo specchio stesso ostaggio
della forma mai sostanza solo copia
inutile istantanea impermanente
eppure fastidio estremo al nitrato
ammoniacale suo tartatico mercuriale
simil chimiche in frazioni le mie
ma ciò che in lui è elemento puro
qui dentro diventano urea e piscio
rifiuti che a nulla riflettono nel replicante
se non quando a fiotto sull'erba di giorno
in pieno sole limpido perpendicolare
le gocce sparate brillano d'iride
e topazi imperiali uno dopo l'altro
ma già non appartengono immediate
appena fuori sono esproprio rapina
mi scrollo automatico per imprinting
la luce quella che mi denuncia continua
è identica allo specchio stesso ostaggio
vorrei io essere riflettente inerte
tutta quella bellezza che siete voi
gli schiaffi che mi prendo ad ogni passo
mentre spio senza sguardo eppure.
.

Lucio Galluzzi
C2013CCL




mercoledì 12 giugno 2013

THE SNAKE IS LONG 7 MILES

Per esempio
potremmo cominciare a morire
sistematicamente esponenziali
geometrici virus quali siamo
senza rimandare più oltre
toglierci dai coglioni infine
liberare confini da peste nera 
rendere l'anima mai posseduta
senza lingua a preghiere
ché ora di finirla proprio ora
adesso in questo presente attuale
la bestemmia.

Lucio Galluzzi
C2013CCL