non comprai fiori
immagina se ti omaggiai
come d'accordo mi sfigurai
ossia mi distesi felice assai
in superficie scivolando facile
manco m'annegaiè che non si conviene
darla vinta al Greco di turno
il Ludovico padre quello sì
m'interessai
contrassegno di qualità
balzo in avanti
e la matita fece uno strano tic
nervosa pure lei pensai
un ornato a tutto tondo
mi preparai
impossibile una F rotta
è dal Liceo che ne ho una
la stessa
mai la spuntai
come posso pensare al guasto?
In rito il curvalinee posai
lucido e la Gillette vicina
si cancella dopo aver passato
senza cura
in velocità
a polsi precisi
non ammesso il tremolìo
poi guardando tutto esatto
una linea da tracciare la si spezza
contigua
i tratti vicini annullano i punti
lo stacco
E come ti va ora
la vita tua sotto Alloro
mi profumai
per sfuggire all'abbraccio
ti cucinai
è un oggetto testimonio
di frattura metafisica
debitamente considerato
quando dio si fa cosa
Ninfa d'uno stagno
strumento di Siringa
Pitone dritto agli occhi
è l'eroe che fa rumore
enunciazione
dote iniziale
rammento di propria origine
lascia stare gli dèi
io esistevo che non c'erano dèi
il mondo non ha stagioni
quel tempo è finito
mio caro
ti è mai accaduto di vedere
guardare una pianta
un sasso
un gesto
provare la stessa passione
dunque sai come vivo
wirklich wirkend
àtman atmàn
gli olimpici
sono stati
gli ultimi dèi
a venire al mondo
mi delirai
compiaciuto
come quella volta
sulla panchina a Delfi
cadendo
che mi fracassai.
Lucio Galluzzi
C2013CCL