giovedì 14 gennaio 2016

décolleté





Ammazzerei per te
per te m'ammazzerei
t'ammazzerei per me
per te t'ammazzerei
m'ammazzerei pure per me
per chi altro sennò
è solo per me
me n'ero uscito che già tramontava
lasciando ordinate tutte le mie scarpe
[anche quelle rosse]

intorno al letto matrimoniale dei voi
così tanto per dire i miei passi
potevano essere presenti in tanti
[ma quelle rosse lo so]
l'unica volta che ci provai
era asfalto giapponese
essere fortunati
avere una seconda opportunità
fare la discesa

oh Valentino vestito di nuovo
come le brocche dei porcospini
ai piedini trovati sul rovo
riporti la pelle [di quelle rosse]
dei tuoi piedini cuciti d'ammano
sembrava quasi camminassero
squadrate come un plotone
tanto che le avevo lasciate ordinate
tutte le mie scarpe proprio tutte
[maggiormente quelle rosse]
al passo dell'oca
non ti bastava e tremavi ahimé
e le galline cantavano
solo all'uscio tu triste magro villano
décolleté.




Lucio Galluzzi
C2016CCL


sabato 26 dicembre 2015

PERMAMENTE

Poi iniziarono a perdere i capelli
denuncia pubblica d'acefalia
e poiché non consoni all'etichetta
passavano giorni interi senza pasto
aggrappati a saldi cinesi delle chiome
unghie smalti maquillage arcobaleni
uscivano che già era buio
per ritornare il mattino dopo
un'ora avanti l'apertura
"vogl'esser donna" sloganavano
senza voce lingua di falsa serpe.

E' un trucco
semplicemente un trucco.

Si davano così ad ogni viril marita
illusa d'esser tale
la pechinese abbagliata fucsia
di lacrime giulive
solcati i crateri d'acne
di quell'acido lime
che tanto fa latte alle ginocchia
di suocera
di padra negata
di pupaffogata
tettare la rotula non più pelosa.

E' un trucco
semplicemente un trucco.

Un giorno verso le cinque
prima dell'alba
il due novembre
al già Carlo Del Prete.

Lucio Galluzzi
C2015CCL



venerdì 23 ottobre 2015

DOJO




E' che il mio Maestro
volentieri mi donava sassi
da custodire con gli occhi.

Lucio Galluzzi
C2015CCL


IL DONO DELLA PAROLA




Parlano alla luce blu
ogni tanto lampeggiano
ed io sempre di più
m'innamoro perduto
della loro morte.


Lucio Galluzzi
C2015CCL

lunedì 12 ottobre 2015

SCONGIURO

Odoran di funerale e cotenne  
bollite in olio di semi vari
questi soldatini pettinfuori
di pollo gonfio d'antibiotico
anabolizzati chiusi stretti
mai una giacca onorabile tale
con il cordino di sugna
nei colletti adesi al gozzo e nuca
i poveri diavoli d'oggi
sgherri in battaglione
rumoreggiano stonati.

Come quando vai a visita
dallo specialista luminare
l'aria negata da sempre
fa della sala d'attesa
tanfo di fico secco e formalina
e non vedi l'attimo che sia finita
pagarlo per andare scappando
e non tornare più
lo stesso contengono
i poveri diavoli d'oggi
nell'anima pesa
vomitano acetoni.

Non c'è supplica o implorazione
all'Altissimo conveniente
che li prenda ora
giacché lo stesso Dio
si novena in fronte a Sé Medesimo
postulando l'Avvocata Sua
a lasciarli qui in Terra
con noi tutti che meritiamo
odor di funerali e cotenne
bollite in olio di semi vari.

.


Lucio Galluzzi
C2015CCL




sabato 10 ottobre 2015

PREFATTORI NON NE VOGLIO PIU'

La bellezza assoluta che si dedica il poeta è scrivere sapendo che nessuno lo leggerà.
Perché il poeta usa la notte per piangere le parole, le travaglia una ad una, si lacera quando escono.
Ed è così, come tutti i maledetti ultimi, che ha imparato a stare, sopravvivendo a se stesso, anche.
Nascosto, invisibile, giacché da sempre nessuno osa posare gli occhi su quell'entronauta.
Il poeta è un repellente egoista, si augura la fine senza sosta e quando arriva crepa da solo.
Eppure bastava una carezza per farlo smettere di scrivere.
Oh! Com'era grande il poeta!
Il più grande degli anni 2000.
Luzio Galluzzi
C2015CCL


martedì 29 settembre 2015

DEGL'INTEGUMENTI




Tutte le volte che non si sa mai
e il momento poco propizio
quelle altre che non mi conosco
affondo
i turni del lascio vedo raddoppio
non torno poco tempo manca il respiro
l'etichetta che punge il collo
annodato
ero prima di lei ho fretta corro
sono sicuro non mi ha beccato l'autovelox
e poi un po' ho rallentato
frizione
si scalda così per contrasto
una parte di chiappa contro l'altra
il culo stringe tanto
fa 90
Tutte le volte che non mi ricordo
e i mesi forestieri corti troppo
ho lungo qualcos'altro
restante
perbacco
ecco!
Giacché per questo pertanto
in tal maniera in forma guisa
mi giro e mi prendo solo
me lo metto
sistemato
per nulla inaspettatamente
s'apre d'umano quell'animo
e par che rido
d'orizzontale posto
intergluteo
il solco.
Tutte le volte che a sedermi
la faccia duole
e mi ricorda che mi ricordo.

Lucio Galluzzi
C2015CCL