sabato 26 dicembre 2015

PERMAMENTE

Poi iniziarono a perdere i capelli
denuncia pubblica d'acefalia
e poiché non consoni all'etichetta
passavano giorni interi senza pasto
aggrappati a saldi cinesi delle chiome
unghie smalti maquillage arcobaleni
uscivano che già era buio
per ritornare il mattino dopo
un'ora avanti l'apertura
"vogl'esser donna" sloganavano
senza voce lingua di falsa serpe.

E' un trucco
semplicemente un trucco.

Si davano così ad ogni viril marita
illusa d'esser tale
la pechinese abbagliata fucsia
di lacrime giulive
solcati i crateri d'acne
di quell'acido lime
che tanto fa latte alle ginocchia
di suocera
di padra negata
di pupaffogata
tettare la rotula non più pelosa.

E' un trucco
semplicemente un trucco.

Un giorno verso le cinque
prima dell'alba
il due novembre
al già Carlo Del Prete.

Lucio Galluzzi
C2015CCL



venerdì 23 ottobre 2015

DOJO




E' che il mio Maestro
volentieri mi donava sassi
da custodire con gli occhi.

Lucio Galluzzi
C2015CCL


IL DONO DELLA PAROLA




Parlano alla luce blu
ogni tanto lampeggiano
ed io sempre di più
m'innamoro perduto
della loro morte.


Lucio Galluzzi
C2015CCL

lunedì 12 ottobre 2015

SCONGIURO

Odoran di funerale e cotenne  
bollite in olio di semi vari
questi soldatini pettinfuori
di pollo gonfio d'antibiotico
anabolizzati chiusi stretti
mai una giacca onorabile tale
con il cordino di sugna
nei colletti adesi al gozzo e nuca
i poveri diavoli d'oggi
sgherri in battaglione
rumoreggiano stonati.

Come quando vai a visita
dallo specialista luminare
l'aria negata da sempre
fa della sala d'attesa
tanfo di fico secco e formalina
e non vedi l'attimo che sia finita
pagarlo per andare scappando
e non tornare più
lo stesso contengono
i poveri diavoli d'oggi
nell'anima pesa
vomitano acetoni.

Non c'è supplica o implorazione
all'Altissimo conveniente
che li prenda ora
giacché lo stesso Dio
si novena in fronte a Sé Medesimo
postulando l'Avvocata Sua
a lasciarli qui in Terra
con noi tutti che meritiamo
odor di funerali e cotenne
bollite in olio di semi vari.

.


Lucio Galluzzi
C2015CCL




sabato 10 ottobre 2015

PREFATTORI NON NE VOGLIO PIU'

La bellezza assoluta che si dedica il poeta è scrivere sapendo che nessuno lo leggerà.
Perché il poeta usa la notte per piangere le parole, le travaglia una ad una, si lacera quando escono.
Ed è così, come tutti i maledetti ultimi, che ha imparato a stare, sopravvivendo a se stesso, anche.
Nascosto, invisibile, giacché da sempre nessuno osa posare gli occhi su quell'entronauta.
Il poeta è un repellente egoista, si augura la fine senza sosta e quando arriva crepa da solo.
Eppure bastava una carezza per farlo smettere di scrivere.
Oh! Com'era grande il poeta!
Il più grande degli anni 2000.
Luzio Galluzzi
C2015CCL


martedì 29 settembre 2015

DEGL'INTEGUMENTI




Tutte le volte che non si sa mai
e il momento poco propizio
quelle altre che non mi conosco
affondo
i turni del lascio vedo raddoppio
non torno poco tempo manca il respiro
l'etichetta che punge il collo
annodato
ero prima di lei ho fretta corro
sono sicuro non mi ha beccato l'autovelox
e poi un po' ho rallentato
frizione
si scalda così per contrasto
una parte di chiappa contro l'altra
il culo stringe tanto
fa 90
Tutte le volte che non mi ricordo
e i mesi forestieri corti troppo
ho lungo qualcos'altro
restante
perbacco
ecco!
Giacché per questo pertanto
in tal maniera in forma guisa
mi giro e mi prendo solo
me lo metto
sistemato
per nulla inaspettatamente
s'apre d'umano quell'animo
e par che rido
d'orizzontale posto
intergluteo
il solco.
Tutte le volte che a sedermi
la faccia duole
e mi ricorda che mi ricordo.

Lucio Galluzzi
C2015CCL



giovedì 24 settembre 2015

PANTOFOLE E CULLE

Quelli di cera chiedono sempre
che tu accenda veloce
non possono sentire
il bello del senza luce
liberati dalla continuata
alternata
statica
accendi fratello e poi passa
non tirare da solo
peste ti colga se

ma di notte sono i miracoli

la Piccolissima Fiammiferaia
ora
mai 
defunta da tempo lì
dove sanno tutti
si conserva più che bene
algida morta Motta
pensano i viandanti
buttando un solo occhio
al ricoperto cioccolato bianco
perché sei così fredda
distaccata
bimba mia?

ma di notte sono i miracoli

In un Martini
forse era Manhattan
Negroni
chissà chi lo sa
d'altre onde sono astemio
poco importa a me
poco
ma lei non galleggiava
ancorata
al fondo del calice
tirava le cuoia
schiattava
crepava
senza più un fiammifero
di nuovo e un'altra volta
continuamente

ma di notte sono i miracoli

Altro che un semplice cubetto
era di perfetta quadrivettura
e quelli di cera non la smettono
vogliono che accendi
veloce
ed è una folgore il filo della lametta
illumina quanto serve
dolce non per le gote
ma per aprir sorriso.

Lucio Galluzzi
C2015CCL