Attaccàti alla vita bassa
gemellini s'imitano
per ogni loro non fare
uno infiamma ceri
attento li dispone
ad illuminar salma
dell'altro
c'accende a sua volta
tutte le volte
nessuna esclusa
moccoli
a candelabro regge
delle luminarie
il culo
l'avanzo
dell'anteriore veglia
e s'amano così
com'è vantaggio
il convenire
di tacchi a punta
sempre i due
congeneri corrispondenti
battono la stessa lapide
non barbari con barba
a disturbar Flamenco
Lucio Galluzzi
C2014CCL
domenica 7 dicembre 2014
SENZA TITOLO PERSONALE
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Odio questi cantanti
i rumori che fanno
il disturbo della quiete
mi provoca fastidio il ritmo
le cadenze sempre le stesse
Odio tutti i vostri libri
la cultura nei banchi
i totem con i quali v'inculate
o infilate per piacere
il vostro amore malato
le orticarie che provocate
lo spazio che occupate nell'aria
Odio i vostri odori
i sapori che lasciate in bocca
convinti di baciare
invece è merda pure vecchia
il vostro sonno perenne
il fatto che vi svegliate
sarebbe bello sapervi
veri come siete
infinitamente inutili
marci e devastati
Odio tutti i passi che fate
a sporcare le Vie
le frasi usate a imbellettare
il masticar le carni
sentirvi sempre assolti
il tacere mai
considerarvi attivi
Odio voi e i vostri amici
che poi siete voi stessi
moltiplicati in male e peggio
e mi fa terrore il fatto che a voi non fa
terrore
questo terrore
ripugna siete
senza lotta alcuna.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
Odio questi cantanti
i rumori che fanno
il disturbo della quiete
mi provoca fastidio il ritmo
le cadenze sempre le stesse
Odio tutti i vostri libri
la cultura nei banchi
i totem con i quali v'inculate
o infilate per piacere
il vostro amore malato
le orticarie che provocate
lo spazio che occupate nell'aria
Odio i vostri odori
i sapori che lasciate in bocca
convinti di baciare
invece è merda pure vecchia
il vostro sonno perenne
il fatto che vi svegliate
sarebbe bello sapervi
veri come siete
infinitamente inutili
marci e devastati
Odio tutti i passi che fate
a sporcare le Vie
le frasi usate a imbellettare
il masticar le carni
sentirvi sempre assolti
il tacere mai
considerarvi attivi
Odio voi e i vostri amici
che poi siete voi stessi
moltiplicati in male e peggio
e mi fa terrore il fatto che a voi non fa
terrore
questo terrore
ripugna siete
senza lotta alcuna.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
RIMARGINAZIONE
Che poi il poeta
lo senti troppo uguale a te
è blasfemia
non ci capisci un cazzo
non leggerlo
è fatto d'altro Mondo.
Spezzati il pane
versati il vino
il sangue suo.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
lo senti troppo uguale a te
è blasfemia
non ci capisci un cazzo
non leggerlo
è fatto d'altro Mondo.
Spezzati il pane
versati il vino
il sangue suo.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
L'INFINITO
Quando passi tra la notte
trattenuto nei pochi fotoni
ancora liberi
in mezzo ai fumi dell'Idea
voluti a spirale
senza manifesto confine
sembrano galassie
e forse lo sono.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
martedì 2 dicembre 2014
LUNARIO
Eddai che sforno il mio calendario approssimativo
senza disturbo in piena quiete salto le feste sgarbato
essere stufi del ripetuto giornaliero ciarlìo aeternum
lingue che non conosco più non voglio più conoscere
ne parlo da secoli un'altra tutta mia a me che si conviene
quella Forma fatta lingua morsa per non dire più
agli idioti disseminati in ogni dunque rappresi noia
i soliti liquidi sfuggevoli ragionamenti senza tema
non treguano e pipìtano 24/24 senza far uova
ma le mangiano cazzo come se le divorano tutte
non lasciano briciole ricordano le trincia pannocchie
nei cortili al puzzo novembrino misto a funghi malati
d'acido vino raffermo e ascelle mal lavate così è
non portano rispetto alle galline manco a dirglielo in cinese
Lo sto fascicolando il mio calendario approssimativo
tolti i santi radiati benefattori stinti varechina i savi
saltare con discernimento arguzia assennatezza e criterio
i Natali anche il mio l'Epifania di quel signore
strafottersene di ricorrenze e dimenticare tutto
tutto dimenticare proprio tutto assentarsi in repulsione
mistica ripugnanza manifesta affissa assunta
detta tutta d'uno sguardo losco torvo imperativo
negarsi il fissare per proprio degnarli mica
mai più dar calòma anzi sfalciargli l'erba e i piedi pure
senza carità calarsi pure cera nelle orecchie fitta
l'ultimo dell'anno il primo il post natività l'ascesa
per trasfigurato Amore tutto ciò conviene.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
senza disturbo in piena quiete salto le feste sgarbato
essere stufi del ripetuto giornaliero ciarlìo aeternum
lingue che non conosco più non voglio più conoscere
ne parlo da secoli un'altra tutta mia a me che si conviene
quella Forma fatta lingua morsa per non dire più
agli idioti disseminati in ogni dunque rappresi noia
i soliti liquidi sfuggevoli ragionamenti senza tema
non treguano e pipìtano 24/24 senza far uova
ma le mangiano cazzo come se le divorano tutte
non lasciano briciole ricordano le trincia pannocchie
nei cortili al puzzo novembrino misto a funghi malati
d'acido vino raffermo e ascelle mal lavate così è
non portano rispetto alle galline manco a dirglielo in cinese
Lo sto fascicolando il mio calendario approssimativo
tolti i santi radiati benefattori stinti varechina i savi
saltare con discernimento arguzia assennatezza e criterio
i Natali anche il mio l'Epifania di quel signore
strafottersene di ricorrenze e dimenticare tutto
tutto dimenticare proprio tutto assentarsi in repulsione
mistica ripugnanza manifesta affissa assunta
detta tutta d'uno sguardo losco torvo imperativo
negarsi il fissare per proprio degnarli mica
mai più dar calòma anzi sfalciargli l'erba e i piedi pure
senza carità calarsi pure cera nelle orecchie fitta
l'ultimo dell'anno il primo il post natività l'ascesa
per trasfigurato Amore tutto ciò conviene.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
sabato 22 novembre 2014
SARO' SANTO
Il bucato di già stracci
steso abbandonato marcio
i biscotti del mattino
molli zuppi d'acqua nel lavabo
Cristo inchiodato al muro
gocciola i pochi sbagliati amori
che mi hanno cotto al forno
senza un contorno
senza gli occhi
solo le borse
pesanti che tagliano le dita
maledire la strada e i passi
la tua comodità
la tua macchina cazzo lungo
il tuo cervello in merda
Io che credevo alla Fine
speravo nel Giudizio
glielo chiedevo a quel vostro Dio
più falso di Giuda
meno vero del Nulla
era che mi credevo alato
invece sto a terra sbattuto
tra le mani stringo la mia miseria
tutta avvolta in Luce
e Soli personali
Sono il mio stesso Euripide
bravissimo tra le virgole attente
a scrivermi il dramma.
Sarò Santo.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
steso abbandonato marcio
i biscotti del mattino
molli zuppi d'acqua nel lavabo
Cristo inchiodato al muro gocciola i pochi sbagliati amori
che mi hanno cotto al forno
senza un contorno
senza gli occhi
solo le borse
pesanti che tagliano le dita
maledire la strada e i passi
la tua comodità
la tua macchina cazzo lungo
il tuo cervello in merda
Io che credevo alla Fine
speravo nel Giudizio
glielo chiedevo a quel vostro Dio
più falso di Giuda
meno vero del Nulla
era che mi credevo alato
invece sto a terra sbattuto
tra le mani stringo la mia miseria
tutta avvolta in Luce
e Soli personali
Sono il mio stesso Euripide
bravissimo tra le virgole attente
a scrivermi il dramma.
Sarò Santo.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
venerdì 24 ottobre 2014
PICCOLI FIORI
Visitavo spesso l'arcobaleno
mai mi ero accorto dei suoi occhi
viola non le iridi ma le ire
di pugni sopra gli zigomi
risalivano la sclera rosso sangue
neppure la pioggia d'eparina
il bianco restituiva com'era
com'era
pensi che lo spettro sia per te
tutto pastellato soave donato
e quello invece lacrima di sete
certo ero di mio figlio indaco
poi fui figlio di mio figlio
del suo figlio e ancora di più
adagiato incosciente
tutti gli inizi di marzo
tra cuori verdi
raccolto dai bimbi
per farne mazzolino
di viole alle maestre.
E si rideva.
C2014CCL
mai mi ero accorto dei suoi occhi
viola non le iridi ma le iredi pugni sopra gli zigomi
risalivano la sclera rosso sangue
neppure la pioggia d'eparina
il bianco restituiva com'era
com'era
pensi che lo spettro sia per te
tutto pastellato soave donato
e quello invece lacrima di sete
certo ero di mio figlio indaco
poi fui figlio di mio figlio
del suo figlio e ancora di più
adagiato incosciente
tutti gli inizi di marzo
tra cuori verdi
raccolto dai bimbi
per farne mazzolino
di viole alle maestre.
E si rideva.
C2014CCL
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