INTRODUZIONE
SVOLGIMENTO
Ho visto Bowie piangere
come mai mi era successo
a ridosso di muri in Berlino
bruma di piombo denso
unica tonalità di incolore
grigio Germania dell'Est
che manco più la pioggia osa
lavare il testamento evidente
l'assenza così viva
che rumoroso l'imbarazzo
fragore e tuono subitanei
inaspettate sorprese
boati al cuore sussultorio
come ad acceleratore in fondo
t'impatta il banco di nebbia
la notte d'autostrade deserte
e parevano gli occhi miei
esatti d'umido sclerotico
se non fosse per i colori
ma che importa ormai
ora che ogni tinta è sfinita?
Lucio Galluzzi
C2014CCL
domenica 27 aprile 2014
sabato 5 aprile 2014
giovedì 27 marzo 2014
DI LIEVE CONTATTO
Non so ancora le tue ere
nell'orbita della memoria
che ritorna e prosegue oltre
i roghi conosciuti bene
s'infiammano già lontani
è una sorpresa
le mie ceneri
accese
rimandano tutti i miei sè
veloci piogge a terra
e il torrido li riporta in alto
ali e lingue bifide
s'abbracciano più sopra
ancora di più
al centro dell'azzurro pallido
Così mi abbatterei
privo dei me
per ogni istante
al tempo che tu vuoi
mi calerei nel nulla
ancora
appena giusto
ti ritrovassi nell'affatto ora
ancora
un inedito amore
in questo medio cielo
vieni insieme puntami
al Settimo sebbene noi
Assoluto vuoto
questo Infinito
niente orizzonti
si formano
nuvole candide
procedono si perdono
ritornano
negli anni delle mie iridi
in marzo
mari di Amaranti
inabissano i miei sè
ondeggiano
nelle tue ere
sopra i miei tendini
oltre
Lucio Galluzzi
C2014CCL
nell'orbita della memoria
che ritorna e prosegue oltre
i roghi conosciuti benes'infiammano già lontani
è una sorpresa
le mie ceneri
accese
rimandano tutti i miei sè
veloci piogge a terra
e il torrido li riporta in alto
ali e lingue bifide
s'abbracciano più sopra
ancora di più
al centro dell'azzurro pallido
Così mi abbatterei
privo dei me
per ogni istante
al tempo che tu vuoi
mi calerei nel nulla
ancora
appena giusto
ti ritrovassi nell'affatto ora
ancora
un inedito amore
in questo medio cielo
vieni insieme puntami
al Settimo sebbene noi
Assoluto vuoto
questo Infinito
niente orizzonti
si formano
nuvole candide
procedono si perdono
ritornano
negli anni delle mie iridi
in marzo
mari di Amaranti
inabissano i miei sè
ondeggiano
nelle tue ere
sopra i miei tendini
oltre
Lucio Galluzzi
C2014CCL
domenica 16 marzo 2014
EDICOLA
Le distanze che ascolto
adesso
che non deve più accadere nulla
del tutto che è già stato
il tatto preciso di esserne offerta
senza alcuna messa
condizione turpe
accendo il Rotel valvolare
spargo i volumi
espando il mio solo
ed è un peccato permanente
so con esattezza il disegno
per me tracciato
estrudersi al nono mese
vagiti d'osanna alla morte
io non so davvero
non lo so
se sono uscito mai alla vita
può darsi che il mio incidente
a ben pensare
non sia mai stato
partorirai con dolore
di sudore il tuo lavoro
e sangue
umano errore calato in devastazione
ogni atto t'addolorerai due volte
condannato a visione tersa
esatta centrata alla foggia
sai perfettamente ogni minuta
la negazione non è permessa
niente Maya
tutto così limpido
cadono rètine e speranze.
Migliaia di volte e volte
strafatto d'illusioni
ora basta
professavo davvero l'abiura
finire il duello dell'esistere
scendere le palpebre
diamorfinarmi
non sentire più
sistemarmi
stendermi nella tana
attenndere di passare
divorziare dal fato corrotto
che mi ha devastato
adesso immagina
chiedimi cosa provo
resterò silenzio
T'adoro per giorni
non distolgo gli occhi
Ti chiedo di abrogare la storia
Tasformami
Ridisegnami
non sono maligno
ma armato perché penso
rispondo al Kalashnikov della vita
che mi massacra il viso
e non è giusto.
Impossibile capire
Babele i suoi confini
Le destituzioni
L'elevazione
L'imbrogliare
L'amare
Lasciarsi
Sparirsi
Attecchire realmente
Apri le nuvole
Posami sui nettari della presenza
Insegnami il belletto
la frode
la luce dell'andare
le sue porte
portami dentro ere mai viste
fammi raccogliere mele
indicami una sedia
toglimi dallo specchio
non farmi riconoscere
fecondami di pianti
fammi partorire l'improbabile
voglio svezzarlo
strafarmi nei traguardi superati
uscire dal bambino
essere infanzia e non possederla
fissare la bestia
capirla
metterle fine
dimostrami la dolcezza
di tutto questo
venire al mondo
e cominciare a tagliarsi
non è ancora tutto.
Con le rotelle non a posto
dentro al bambino
che non mi hanno mai permesso d'essere
neppure una volta
pedalare
in un cuore rubato ad Achille.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
adesso
che non deve più accadere nulla
del tutto che è già stato
il tatto preciso di esserne offerta
senza alcuna messa
condizione turpe
accendo il Rotel valvolare
spargo i volumi
espando il mio solo
ed è un peccato permanente
so con esattezza il disegno
per me tracciato
estrudersi al nono mese
vagiti d'osanna alla morte
io non so davvero
non lo so
se sono uscito mai alla vitapuò darsi che il mio incidente
a ben pensare
non sia mai stato
partorirai con dolore
di sudore il tuo lavoro
e sangue
umano errore calato in devastazione
ogni atto t'addolorerai due volte
condannato a visione tersa
esatta centrata alla foggia
sai perfettamente ogni minuta
la negazione non è permessa
niente Maya
tutto così limpido
cadono rètine e speranze.
Migliaia di volte e volte
strafatto d'illusioni
ora basta
professavo davvero l'abiura
finire il duello dell'esistere
scendere le palpebre
diamorfinarmi
non sentire più
sistemarmi
stendermi nella tana
attenndere di passare
divorziare dal fato corrotto
che mi ha devastato
adesso immagina
chiedimi cosa provo
resterò silenzio
T'adoro per giorni
non distolgo gli occhi
Ti chiedo di abrogare la storia
Tasformami
Ridisegnami
non sono maligno
ma armato perché penso
rispondo al Kalashnikov della vita
che mi massacra il viso
e non è giusto.
Impossibile capire
Babele i suoi confini
Le destituzioni
L'elevazione
L'imbrogliare
L'amare
Lasciarsi
Sparirsi
Attecchire realmente
Apri le nuvole
Posami sui nettari della presenza
Insegnami il belletto
la frode
la luce dell'andare
le sue porte
portami dentro ere mai viste
fammi raccogliere mele
indicami una sedia
toglimi dallo specchio
non farmi riconoscere
fecondami di pianti
fammi partorire l'improbabile
voglio svezzarlo
strafarmi nei traguardi superati
uscire dal bambino
essere infanzia e non possederla
fissare la bestia
capirla
metterle fine
dimostrami la dolcezza
di tutto questo
venire al mondo
e cominciare a tagliarsi
non è ancora tutto.
Con le rotelle non a posto
dentro al bambino
che non mi hanno mai permesso d'essere
neppure una volta
pedalare
in un cuore rubato ad Achille.
Lucio Galluzzi
C2014CCL
lunedì 3 febbraio 2014
Lezione # 3 - work in progress -
"Non si scappa alla Macchina"
mi diceva sempre suor Carmelina
non correre quando esci da scuola
guarda prima a destra
poi a sinistra
che poi chi la sente Nina
se capita qualcosa
già le parole mi giocavano
io con loro
maledetto Lacan
i cretini delle lettere rubate
a me nessuno scriveva però
lo facevo io al me stesso
ero bravo pure con l'alfabeto al contrario
è solo che vuoi o non vuoi
"Non si scappa alla Macchina"
mai
mi prendevano sotto le ruote
tornavano indietro per ripassarmi
loro sulle strisce del mio quaderno
io l'alfabeto tattile
fu così che cominciai ad amare la gomma
vestirmene
officiciando Deleuze
amore mio.
*
Lucio Galluzzi
C2014CCL
Lezione # 2 - work in progress -
Quando i cannibali sedettero alla mia tavola
arabo nei miei geni
onorai l'ospitalità sacra
perché un piatto c'è per tutti
fossero stati Lecter
almeno
non mi insegnarono nulla
così com'erano i nodi miei
adoravo Laing e si stringevano
sempre di più
i nodi
non si sente il dolore quando ti mangiano
non sono mai ultime cene
hanno sempre più fame
eppure io non sono Cristiano.
*
Lucio Galluzzi
C2014CCL
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