mercoledì 27 giugno 2012

MATCHA TRE SETTIMI

E' come quando rovinano
implodendo nello stomaco
le pareti minerali delle tue montagne
i massi fin troppo conosciuti
maceriano in basso
colpi pesanti al digestivo vuoto
altro che farfalle!
E' esattamente così che scolora
diluito omeopatico il senso
dell'essere in qualsiasi luogo
intorno tutteliminato
dark velvet night a mezzogiorno
anche il Sole appare insignificante led
debole segnale di non sai cosa perché.
E' così sempre più spesso
scivoli lontano dai tuoi io
non più tuoi sempre meno tu
e innumerevole altro scalibrato
io che non sei più nemmeno sé
in me a farmi un tè
mandandomi a te di me.

Lucio Galluzzi
C2012CCL

mercoledì 13 giugno 2012

HETEROPHYESTIA


Platelminta.
Questa mia non più patria
macello a cielo aperto
crosta necrotica
sala d'aspetto crematorio
anticamera funebre
greggi d'idioti
eserciti brucanti
chini
abbandonatisi.
Nereide.
Ormai ridotta
di stivali SS
spiacciccata
spiaggiata
spenta completa
assiderata
disidratata
questa mia non più patria
paese d'abuso finale
si strangoli e finisca
completa di maledette genti
tutte.

Lucio Galluzzi
C2012CCL



giovedì 7 giugno 2012

SACRE'





Incendiati.
D'incensi sacri
a mille le luci
sollevano
gravità.
Siamo spire
assunte
noi che calpestiamo
cieli
incendiati.

Lucio Galluzzi
C2012CCL

mercoledì 6 giugno 2012

SABURO GUTAI




S'offrono
spetalando
d'assenzio
le rose
a Costantinopoli
alta
le calle
A Venezia.




Lucio Galluzzi
C2012CCL

sabato 2 giugno 2012

EDEN





Aveva la caviglia rotta
il piede finito lontano
passo falso
è così che va quando non sai il cammino
eppure arrancava sul sentiero
sudava
come il pugile vicino al kappa o
era lì la vetta
poco sotto l'inverno di ghiaccio
e impovvisa primavera assolata
misteri dell'Eden
alture tibetane.
Himalaya!

Lucio Galluzzi
C2012CCL


giovedì 31 maggio 2012

OGGETTI SMARRITI






Ho imparato presto a sostituire gli affetti con oggetti.
Non ho memoria di quando, ma sembra secoli fa.
Nessuno mi accompagna nel dovere alle corsie.
Che senso avrebbe?
Complicare ogni volta di più la ricerca.
Attendere la fine del lavoro e scappare verso la tecnologia.
Ogni giorno un posto diverso.

Fare dell'atto, preciso surrogato di pienezza al cuore.
Come quel cioccolato che ricorda il cibo dei cavalli,
che tutto sarà, tranne cacao.
Illusione lucida, consapevole, miraggio certo.
Ma quei momenti d'immersione tra gli articoli valgono;
carezze al sura, baci interni gemelli, semibranoso,
lunghi, grandi, brevi.
L'ho perso il bicipite al femore.
Mi ha lasciato ripetutamente nel mezzo di una piazza,
senza bastone.
Ho imparato davvero preso a proibirmi claudicanza.
Così mi piace, alla francese.
Tasti  sfioramento non fisici, indicatori stato lampeggio continui,
amoled, vetro Gorilla, black matrix, blu intensi oltremare,
display mobile, anche con i guanti, capacitivo, resistivo,
1 Ghz, riconoscimento vocale, del viso, del sorriso,
reflex digitale, trasferimento termico, sublimazione,
oltre 22k alternanze/min, movimenti a vista, radiocontrollo,
naso elettronico oltre 1000 odori, microfibra, previsioni,
di Galileo, Torricelli, più megapixel, doppia corsa,
xenon, carica manuale, istruzioni infinite.
Ed è una meraviglia meravigliosa andarsene a mani vuote,
una preparazione erettile, semitonica ai cavernosi,
darsi appuntamento l'indomani, al me stesso, lì,
di nuovo, a decidere, forse no, una nuova andata/ritorno,
chissà, di certo.
Sognare occhi aperti dodici ore dopo, un bagnamento,
precumming abbondante, American psyco, identico,
comprare, scappare veloce come ladro, nascondersi a casa,
buttarsi a letto, accendere, settare, impostare, variare definizione,
scegli tema, suoni, parlargli, farsi riconoscere, posare e riprendere,
sfiancarsi.
Dormire un po', ma poco, pochissimo.
Ricominciare.
Ma non è più come prima, affetto già finito.
Sfinito.
E' la vita degli oggetti.
Breve come una venuta, zolfanello neppure antivento.
Ho imparato presto a sostituire oggetto ad oggetto d'affetto.
Conosco alla perfezione la solitudine di un laser.
Ne adoro l'emissione.
Magari esco e me ne compro uno.
Magari sì.
E' opportuno.






Lucio Galluzzi
C2012CCL




domenica 13 maggio 2012

ALT




Mi mando esiliato
in questo adesso subito
acalcinculo
via dai conosciuti
tutti
manco uno solo
lasciare al saluto
senzavvertire
che sono straniero
più di ieri ancora
estraneo
fuori le mura
vostre
restino
rovine
similia
non guardo da tanto
non sento da più
voglioperderparola
dita d'un botto
senso gusto
timpano
alt.
Sto arrivando Federico!


Lucio Galluzzi
C2012CCL