martedì 20 dicembre 2011

ROSSO



Il mio destino è segnato di rosso
vivo come un birmano sangue di piccione
tagliato in giusta scolastica
come s'usava per seri anulari
d'una volta senza sfoggio uno
altro che cabochon e polimeri
un filo mi lega stretto indissoluto
al pavimento sacro questo
sotto che calpesto sapendolo
passo dopo passo ragionato
non c'è velocità nell'acqua
corrente lenta in ferma
sempre la stessa anche dall'alto
dio ride ai piedi che mi danza
s'alza ondeggia di venti
è sua la voce del tuono
di diadema il lampo
improvvisa istantanea.

Lucio Galluzzi
©2011CCL

lunedì 12 dicembre 2011

LA COSTUMANZA




Sofisticato
pure nell'infiorescenza
il canto patito
Virgo sul cammino
giaculava ogni ciottolo
pestato a sangue
canicola insopportabile
d'avanzo in poi
troppi gerani spuntano
da questo Nord dissimile
al mio genoma
fin troppi odori barbari
accompagnano
il biancospino


Lucio Galluzzi
©2011CCL


sabato 10 dicembre 2011

EPIFANIA




La dignità impera bassa ai calzari cartonati
sotto l'orlo malcucito d'improbabili vesti
caviglie segnate da mozzi di qua non esci
fermo attento mollettate palpebre il sonno
maledetto agli odori rancidi del malandato
speziato forte così scende lo stesso o è nerbo
sciacquare fino sera notte fonda più ancora
il colore non è come lui vuole ha detto
dice sempre
E' una bellezza intrisa confusa
variabilmente modificata
resa bianca bandiera
sventolata lontana
consegnata
stritolo al ferro pesante
su terra battuta rossastra
non si cresce una rosa che sia una
neppure a maggio
a grappolo scendono dal cielo
giochi traccianti biscotti lollipops
Epifania.


Lucio Galluzzi
©2011CCL

mercoledì 7 dicembre 2011

CASCARA






Hanno detto che è finito un momento
di spazio contratto nella fretta del Tempo
solo nostro di convenzione rattrappata Padre
atavico perso rimorso bolo chimo
d'acido digeriamoci demoliti frenetici
mandibolari suonano d'Armonia vera sintassi
le frequenze sustanziate d'inchiostri

OPACHI

discreto silenzio in cascame nebbioso
limatura magnetica vaporea
copre allontana ovatta mente in gomme
termoreattive
l'udire senza sentito nemmai l'apertura
quale be molle incrocia pochi maldestri
diesis
al centro della volta in croce dissanguina Passione
salita impervia corrosa di venti clorici
battuta la Calva Cima del colle
riconosco crimine dell'umana traccia

INCANCELLABILE

notturno decanta Cascara molta
il poeta.


Lucio Galluzzi
©2011CCL

venerdì 2 dicembre 2011

AAA OFFRESI





Il mio amore ha le gambe mozzate
alla rotula se l'è giocate
senza pensare una sola volta
barattate nel lager dell'indifferenza
a cento euro una botta
della pietà fatta chianina
povera d'anni in offertorio
d'orifizio abituato al troppo
da tanti senza le nuvole in una notte
prese la Luna
ne fece strangolo lento
perché è fatto così determinato
nel vename dello sterminio
un palmo sotto l'ombelico.

Il mio amore ha la testa bucata
e non so quanti cervelli e chiodi
di quali animali
cos'era nella trasmigrazione
dapprima che fosse questa cosa
annodata stretta alle corde
vocali
non sente l'indispensabile
vitale unico traslitterato
superiore pacatezza
ha etichette molte
in più parti spagate
piombate sigillo di stato
l'obitorio in vita
perché è in parti
disuguale il quarto di bue
al quarto della vacca
di corna ambite quattro
o chissà quale altro squarto
si cerca
il mio amore
che s'ama solitario
sfregiato
d'immensa rovina
comune.

Lucio Galluzzi
©2011CCL

mercoledì 30 novembre 2011

IL GEBBIONE


Una stupendità anemica
passava mai lieve
eppure
sui miei femori
era di un attimo fatto
il sole pieno nelle mie umili dimore
alle caviglie
prese
nel ceppo dei binari
tolto
correva il treno
quello a vapore
profumato d'infanzia
noi dietro le siepi
a gridare tutte le tonsille
al passare.
Ed era bello il Gebbione
di quell'acqua verde
grande smeraldo tra la fine
e l'aeroporto
un nuotare di bisce tante
si rideva ignari
che il piacere
tutto
era denso
Misery non deve morire.

Lucio Galluzzi
©2011CCL

domenica 27 novembre 2011

BARRAMUNDI / 2




Endossei.
Quei sentimenti d'oro
ora
piombati nelle carie
ai denti marci
smangiati
implantati ai genitali
dei quasi tutti questi.

Questuanti
fin troppo ricchi
d'altro tutto pieni
sfaretrano mascelle d'Orinoco
lì in mezzo alle cosce
estroflesse
ti parte la mano
netta mozzata
moncherina
che muso largo
i buoni gagliardetti
davanti le chiese tue
tabernacula stupa
interiors design
deeper belly.

Facciamo l'amore
masticandoci
ruminosi
trippa alla romana
stomatico
ti voglio bene sai
quell'attimo d'idraulica
pressione e schizzo
poi basta
altre dentiere
che ce ne sono tante.

Lucio Galluzzi
©2011CCL