venerdì 28 ottobre 2011

L'INTERIORE PELLEROSSA


Sia maledetta abitudine

d'abitudine abituata

stesso senso di ruota

anche in retro

comoda poltrona vintage

anche sfondata

accogliente mamma

di braccioli cinti

all'ernia miocardica

contiene

ci si abbandona sicuri

sprofondati in sonno

la mattina successiva è abitudine

ancora

calma ristrutturata facciata

levigata visagista

presentabile quotidiana.


Dal silenzio di un tavolo

cade improvviso un bicchiere

spande frantumi

spara d'acqua il perimetro

un respiro più forte degli altri

che respirano

ancora

la spezzata abitudine

dopo

maledetti noi

abituati

che la ruota scoppia

se ne va senza la scorta.


[Per Enrico, † 26.10.2011]

Lucio Galluzzi

©2011CCL


sabato 22 ottobre 2011

META' TA'



Nascevo squama d'agave
quand'era un'altra vita
distante innumerevoli Acropoli
da questa
sconfinata
Anatolie d'altipiani
porto i segni d'Armenia
negli occhi
il naso racconta passaggio
d'Himalaya
verso quel respiro
laddove neve improvvisa
rompe il disagio
pochi metri in su
esplode il Terrestre.

Nascevo qui ed ora
di sangue porto
sicuro
tutti i sigilli.

Lucio Galluzzi
©2011CCL

lunedì 17 ottobre 2011

L'ODIO





Ora racconta in quale punto stai
se l'ottone e il piombo
ti sfilano dalla volta
di quella volta al Pantheon
dopo una passeggiata d'acqua e pennarelli
senza tappo dimenticati nella pozza
facevano calligrafia
come meduse
spire a terra
lenti i colori
sinfonizzavano Roy
o eravamo noi
se puoi


dimmi
la punta dell'anfibio
dove scalcia forte
se prende netto quella rabbia
piuttosto
il disperato respiro
rotto nei viali
di polvere Torino
se vai ancora e ancora
seduto sulle ruote
contando i quadri del perfido
completo in cornice tarmica

ho carta di riso
quella vera
e mi vinilico
che s'accende come noi
l'amore
strato dopo strato
ricopro di Tokio
l'oggi
e non ho più un pelo
ma
c'è spazio in questo diedro
di Terra
un piccolo luogo
spigolo
dove
andare
noi?

Lucio Galluzzi
©2011CCL

martedì 11 ottobre 2011

CAPZIONE




Stavamo i noi stessi
miei medesimi d'io uno
galleggianti su d'acque letti
lanciando save our souls
di Morse cuori di notte
qualche
volta
un relitto post naufragio
sintonizzava canini aguzzi
di parto posseduti comantenne
pirati ci sequestravano
affamati
sfilavano le vene ognuna
perfetti cadetti medagliati
ci ammazzavano vivendo di noi.

Giacché tempo passa
senzimparare
ora ho Braille
tutto sul derma
protuso
attendo ciechi polpastrelli
di tatto
a leggermi
offrendo la mia nuova Slovenia.

Lucio Galluzzi
©2011CCL


lunedì 10 ottobre 2011

FENOLOMENAL



Ognidunque
temporali
declinano
svorticando
la stasi
di ferma
senzintervento
superiore
già sovrastano
condizione
corrono
tumulti
in grappolo
intenso
galoppo
non ferrato
s'alzano
santi
puntiformi
d'O3.
Come sotto un pino
di mattina,
appena sveglio.

giovedì 6 ottobre 2011

HAMA IN TTL



S'indorava l'anima

mai la pillola

ai tempi sperduti

dell'altrove andato via

rodiata

d'acciaio spazzolata

senza cromatura

che se colpita da raggio

riluceva di troppa presenza

l'urlo esentematico

tenuto in gola.


C'era un'aria d'occupazione

sospesa

tra nuvole a tratti silicate

quale manna ricopriva

le fami stampate a circuito

macro!


Lucio Galluzzi

©2011CCL


venerdì 30 settembre 2011

PAS POSSIBILE!




Di circa diciotto anni
la prima volta che mi chiamò
non sapevo ancora
non potevo
come potevo?
d'aver mozzata la testa
rotolata giusta in fondo
al dirupo
della linea rossa
gabbio della mia Storia
t'immagini tutta un'altra cosa
ragione fessa umana
invece era di grigio
tonalità tendente a perla
forse pareva raso
leggero come la mia idiozia
lino semmai
quello tessuto di grazia
a lama di pugnale d'amore
nel buio ondeggiava lenta
luccicava qualcosa al centro
solo perché non studiavo
declinava
latino.

Inammissibile
fermare troppo lo sguardo
fissare non è forma
formale
io in formalina calato
non osai ché non si può
paralisi totale.

Di circa diciotto anni
le due volte dopo
era come la prima
chiedevo ai miei stessi
di quei capelli lunghi
neri come lo stupore
non mi rispondevano
non le vedevo i piedi
eppure
sapendo certo d'assenza di rose
gli ori mancavano.

Mi pento e mi dolgo
con tutto il cuore
che non ho
d'aver ritrovato
la mia decollazione.

Lucio Galluzzi
©2011CCL