domenica 6 marzo 2016

STONANDO

Discordante.
Una voce del cazzo
dolorava a singhiozzi
davanti una fossa fresca
pareva fosse vera
la disperazione
Raccontare dell'Armonica
che mai si sente
eppure esiste
domiciliata tra le fronde
i semi di cumino
le lame d'erba
la calce tra i mattoni
il sangue raggrumato.
Discordante.
Mi perdo nelle risate
facendomi a pezzi
cado uno dopo l'altro
senza rumore
non si deve disturbare
mai
c'è quella porta che sbatte
laggiù in fondo
e non smette
la mia realtà
una voce del cazzo.
Discordante.

Lucio Galluzzi
C2016CCL




mercoledì 24 febbraio 2016

RADAR

Parìva comu quannu minni stavu a Sigonella
nù burdellìu i radar ca frischiavunu
tutta  notti finu 'e matinati
ma puru cacchi atra cosa mbiscata
di sùrici chi mmòrunu mbelenati
Mi parìva nimalusimi dda' cosa dintra i ricchi
picchì mancu n'aeriu s'azava
cciu' diciva a' Madonna tutti i siri
ca' non potìa pigghiari calòma
e chidda si ndi futtiva i lignu vecchiu com'era
i culuri s'eranu stingiuti tutti
cufi ca' panza all'aria siccati ntè péri
"Veni beddu figghiu
veni ca' ti ddattu
di citu e sali finu
accussì ti fazzu ripusari"
Mancu i stiddi ammenzu a ddu scuru
ndi bastava una sula
Pariva comu quannu minni stavu a Sigonella
burdellìavunu i taddariti
tutta notti finu e' matinati.

Lucio Galluzzi
C2016CCL



domenica 21 febbraio 2016

FUORI DI QUA

L'amaro degli altri lo devi lasciare in pace.
E' un'aiuola minuta personale,
un fragile mignolo discreto di quel Peloponneso
chiuso tra le coste in una quasi cessata irrorazione
e quell'Arcadia sostenuta per poco ancora lieve
da un tiepido soffio olo sistolico
sempre più fatuo
L'amaro è pressoché un delitto
un'imputazione da pagare soli.

Ridevo tanto da bambino, molto
i suoi genitori mal sopportavano
e quando li vedevo in pace sereni
abbandonati puritani
li ricordo Calvino e li odio.
Erano i tascabili scompigli nascosti nel mio trucco
loro.
A tavola poi non si doveva pregare mai
il bambino aveva conati estatici
un'egloga con il Signore suo
erano
il sacrario la sua stanzetta
giovani suore smettevano il nero
per bianche vestali
Ecco il dono mai desiderato
senza corpo di marito
comunque amava quel coso
come il suo camice
come il Diploma alla Scuola Superiore
come i suoi babbomamma mai stati.
Sono diventato aspro

a cinque anni e mezzo
tutti i sabato sera quando la mandavo via
e gli Angeli consacravano la solita pietra nera
l'identica lava che stringevo tra le mani
per tutta notte.
Potenza Inesorabile volle per Amore
nessuna persiana a sobbalzarmi
il Vento
quando profondo per qualche ora
non c'ero più.
L'amaro degli altri lascialo in pace.


Lucio Galluzzi
C2016CCL







domenica 14 febbraio 2016

I CRETINI




















Quasi non mi ero accorto che era sfinito il cielo.





















Eppure ancora per compìti attimi fuori dalla miopia
si poteva sospettare di quei due Soli
troppo abbandonati
che persino tutti credevano falsi.






Tentavano gli umani lì sotto
cretini da sempre e per sempre.









S'involano felici come Pasque
ridono a più non posso
muti 
larghe bocche malate d'alito nero.
Che spettacolo, mio S'Ignore!




Fumano i grandi sigari scuri
quelli che in bocca li fanno maschi duri
durissimi
levitano d' alluminio e ceneri tossici
Mi ero accorto che il cielo era svenuto.




E' proprio terminato?
Il cielo.



Deh!
O mio S'Ignore vocativo
per questi cretini
donami un cuore
sempre colmo d'Armore.








[auto cit. "Civil Air, Lucio Galluzzi, C2016CCL]

martedì 2 febbraio 2016

ORME



Non lasciano traccia
le betulle polacche
eppure sui tronchi
portano nero d'anfibi
camminate fino in cima.

Lucio Galluzzi
C2016CCL

giovedì 14 gennaio 2016

décolleté





Ammazzerei per te
per te m'ammazzerei
t'ammazzerei per me
per te t'ammazzerei
m'ammazzerei pure per me
per chi altro sennò
è solo per me
me n'ero uscito che già tramontava
lasciando ordinate tutte le mie scarpe
[anche quelle rosse]

intorno al letto matrimoniale dei voi
così tanto per dire i miei passi
potevano essere presenti in tanti
[ma quelle rosse lo so]
l'unica volta che ci provai
era asfalto giapponese
essere fortunati
avere una seconda opportunità
fare la discesa

oh Valentino vestito di nuovo
come le brocche dei porcospini
ai piedini trovati sul rovo
riporti la pelle [di quelle rosse]
dei tuoi piedini cuciti d'ammano
sembrava quasi camminassero
squadrate come un plotone
tanto che le avevo lasciate ordinate
tutte le mie scarpe proprio tutte
[maggiormente quelle rosse]
al passo dell'oca
non ti bastava e tremavi ahimé
e le galline cantavano
solo all'uscio tu triste magro villano
décolleté.




Lucio Galluzzi
C2016CCL


sabato 26 dicembre 2015

PERMAMENTE

Poi iniziarono a perdere i capelli
denuncia pubblica d'acefalia
e poiché non consoni all'etichetta
passavano giorni interi senza pasto
aggrappati a saldi cinesi delle chiome
unghie smalti maquillage arcobaleni
uscivano che già era buio
per ritornare il mattino dopo
un'ora avanti l'apertura
"vogl'esser donna" sloganavano
senza voce lingua di falsa serpe.

E' un trucco
semplicemente un trucco.

Si davano così ad ogni viril marita
illusa d'esser tale
la pechinese abbagliata fucsia
di lacrime giulive
solcati i crateri d'acne
di quell'acido lime
che tanto fa latte alle ginocchia
di suocera
di padra negata
di pupaffogata
tettare la rotula non più pelosa.

E' un trucco
semplicemente un trucco.

Un giorno verso le cinque
prima dell'alba
il due novembre
al già Carlo Del Prete.

Lucio Galluzzi
C2015CCL