martedì 4 agosto 2015

GODDESS

Non le metto le tue scarpe
che dal 12 si cade
mi sfragoro la caviglia
e poi la zeppa è così cheap
più vado avanti meglio star scalzo
abbandonare i lacci
sfioccare il vezzo
dimenticare l'abitudine
Savate in mezzo alle tue cosce
farti donna di baffi posticci
quand'io Contesso scaricavo
al porto di Marsiglia balle
e cotone buono solo ai bulges
com'è aristocratico lei
mi dicevano tutte le marinaie
una per una con la coulotte rosa
identiche dozzine
io che già conoscevo Fassbinder
me lo facesco di pastis
sapevo che quelli erano slip
già allora
per nulla adeguati all'epoca
figurarsi se rosa
ma d'un salmone ossidato
dentro vibrava un Sony qualsiasi
basta la marca per dar scenografia
ma dico io
che minchia vuoi se non capisci?

Io te tue scarpe non le metto
comunque
la Regola vuole colpi precisi
collo e tallone alla tibia
preferibile
vietato il triangolo genitale
ma fa lo stesso
ho la punta rinforzata
talmente ci sono cose
che rapito a desiderare
il buio cade di colpo
senza che te ne accorgi
così è
in tutti i Porti come quello
così vanno via senza sirena
le cose che ti amano
mica cretine come Sara
buttano il sassofono nel Meandro
negando Attalo e la sua gente.

Ho chiesto ad Alex
d'aspettarti una notte
in tenuta sua completa
di terrore come solo lui sa fare
lui che mi adora goddess
sounding e altri misteri
farti godere d'urli
fino alla morte.
Ah l'Amour!


Lucio Galluzzi
C2015CCL






 


martedì 23 giugno 2015

RAKU

Ormai da epoche si era sfracellato   
lanciandosi sotto il letto
se ne stava lì senza dare fastidio
capitava sporadico di primavera
o alla fine delle scuole
un lieve accenno stolto
stupida quella luminescenza
tipica della palude metropolitana
aggregata immobile
solcata viscerale di magnetiche rotaie
S'ossidava liberando pensieri
fosfati diretti anaerobico Carbonio
e d'umano Ossigneno toccato
purtroppo umano
umano realmente purtroppo
radiava luce improvvisa
quelli di sopra ginnasticavano
non li sentiva fortunato più
dirsi che facevano l'amore
neppure quando smettevano
di colpo diseretti del cazzo
le voci in falsetto maschio
ebeti convinti fosse fiamma.
"ille comburit".
Ormai da epoche si era sfracellato
lanciandosi sotto il letto
conforme alla misura
di legni e pietre
senza più fastidio d'una carezza.
Carnale.

Lucio Galluzzi
C2015CCL


venerdì 29 maggio 2015

LE CIME D'HALLELUJAH


E' come quando ti cade nello stomaco
all'improvviso d'un solo botto
tutto lo spazio dabbasso dello Zhangjiajie
pari a fulmine di Katana disceso dalle vette
dolce lama che non intacca laringe 
si sanguina per niente dai labbri aperti
risolta la voce.

E' l'identico smarrimento d'un corpo
spostato a sorpresa assenti punti di fuga
e coordinate in dimensione  
si rotola come allo spiedo
d'un lento moto quieto in ombra
i legamenti sciolti tono sparito
risolta la voce.


Lucio Galluzzi
C2015CCL

 

martedì 5 maggio 2015

Lampìa

E' normale quell'impercettibile caduta
sembra nebbia di radura in aprile
verso la fine tra il sole ancora non caldo
al mattino e il il banco che s'apre è giorno
quasi chiaro completo un Mistero quotidiano
preoccuparsi delle minute differenze
fermandosi vuoti di pensiero senza incrinare
l'esatto equilibrio d'aurora e alba
lentissime s'incanalano verso sera
crepuscolo e tramonto ed è ancora giorno
vivo sempiterno divenire d'uguale frequenza
è un'illusione la notte che il nero non esiste
ma summa imbibita d'Iride tutta.

E' normale quella trasparente bruma
mobile organismo che non riflette
neppure ci pensa al calcolo della perfetta ridda
eppure circola in moto stabile accennato appena
gli assenti fissi a quello scendere di punti
non se ne danno ragione vanno oltre
forse è caligine o polvere di sempreverde
pollini sospesi magari sfarinature d'aria pesante
riverbero dopo barbaglio un quanto di luce
che come qualsiasi particella di materia
tridimensiona precipitando fotone
qui sta il Miracolo d'una scintilla.

Lucio Galluzzi
C2015CCL

sabato 2 maggio 2015

DENATURA VITA



Superior i pensieri in punta d'anima
gravitano sul peso assente
ciò che da Terra strappo lì s'impone
la mia tara.


Lucio Galluzzi
C2015CCL

giovedì 9 aprile 2015

PTERONOFOBIA

Le sberle degli Arcangeli
lasciano stampi sulle gote
sfortuna vuole temporanei
non danno momento
bastardi come sono
alla tua mano poggiata
sul sigillo della loro
e mi dispero ogni volta
disperso di sete forte
senza sfiorare goccia
i fiumi lenti nei quali immergo
l'anima pesante.



lucio galluzzi
C2015CCL

                                                                                                               per h. thomasson

martedì 7 aprile 2015

YERSINIA!




Ménin àeíde, theà
ma era una stonata crepata campana
in cima al monte a stordire
tutta l'archeologia fisica dabbasso
non importava a quelle rovine
manufatte genuflesse maltate
invero per quegli altri cantava la sgolata
ai reperti d'emozione e coscienza
capaci fino alla tragedia
arrampicarsi più sopra quella vetta
raggiungere la poesia e il ferro
Ménin àeide, theà
ma era assetata quella laringe profonda
tanto che a passo lentamente epico
si fa per dire era finto glorioso
scalza uncinate unghie aquiline ai piedi
sapeva trovare il sangue laggiù
in tutti i nostri Peloponnesi
funesta grida s'era di morti
giovani pulsanti rosso e seme voleva
e Ira metempsicotica invase Europa
anche Io e Giove sconfinò
Ménin àeide, theà
ma non bestemmiava la vedetta
agli dei tutti è dovuta nessuna riverenza
privi di bene saggezza giustizia
[i teologi si fottano tra loro]
 letali interferenze
manifesti agenti strategici disturbi
ed è così che piovono i Mehomeena
a strali infiniti per l'offeso sacerdote
i numi tutto compiscono
saltare un tendine strapparsi il timo.


Lucio Galluzzi
C2015CCL