lunedì 2 febbraio 2015

STELLA

Sono altrove
in quell'altro posto
dove molti ne sono
di cieli d'afflizione
io sono un ragazzino
buttato giù dal muro
in un ottantanove
che poi è domani stesso
in piena guerra e geli
pannolenci ai piedi
Jules Verne il mio nemico
spietato e silenzioso
guardo violoncelli
infissi in schiene di passanti
e la sera in filodiffusione
alcune madri nate cattive
che così è da sempre
la mia tastiera abbigliata
come un Debussy
e tu che non hai una parola
mi guardi dove non sono
piangi a secco come una bestia
fingi di farmi le feste
ti manca la coda.

Ora guardo esodi infiniti
nel tuo petto spopolato
com'ero ieri sono pure il domani
il mio domani che non sei tu
in clementi corrimani
di centri commerciali
su scale ferme mobili
nella mia cuccia di basalto
sul soffitto il film lento
in danza di sciancate
tra rosse echinodermi
piove la bava
di questa infame età.

Sono altrove
immobile
nel continuo temporale
spio da una ferita il mondo
mi chiamano anche lambda
a volte kappa
so d'essere beta
sono il delta
nell'espressione del Fastidio
senza soluzione
vedo autobus color miseria
su linee di pianto
giardini giapponesi
passati dall'aria d'Uusimaa
un improvviso Sole
dalle finestre chiuse
d'artisti
sputano genio ostie
e morte in piena Luce
se aspetti
lì di lato
c'è una Stella
all'anagrafe non Edelweiss
può tornare a trovarti
per raccontarti di me
mi conosce da tempo
abita la porta accanto.

E tu che non hai una parola
non ne hai mai una
proprio come una Stella.

Tu non hai una parola
Tu non hai una parola
Tu non hai una parola...





Lucio Galluzzi
C2015CCL
 





martedì 20 gennaio 2015

LIBERA ME DOMINE [redux]

Se non fosse inutile sequenza di catena zuccherina
buona neppure a maniglie dell'amore
quel dio creato per l'essere voi giusti
sarebbe  abile e più famoso cecchino
d'ogni oltremanica, porte d'Ercole
Costantinopoli liberata
inizierebbe dai poeti
prima a me
fino a te.


Lucio Galluzzi
C2015CCL

mercoledì 10 dicembre 2014

TRUEMETAL

Attaccàti alla vita bassa
gemellini s'imitano
per ogni loro non fare
uno infiamma ceri
attento li dispone
ad illuminar salma
dell'altro
c'accende a sua volta
tutte le volte
nessuna esclusa
moccoli
a candelabro regge
delle luminarie
il culo
l'avanzo
dell'anteriore veglia
e s'amano così
com'è vantaggio
il convenire
di tacchi a punta
sempre i due
congeneri corrispondenti
battono la stessa lapide
non barbari con barba
a disturbar Flamenco

Lucio Galluzzi
C2014CCL






domenica 7 dicembre 2014

SENZA TITOLO PERSONALE

CLICCA QUI PER IL TITOLO

Odio questi cantanti
i rumori che fanno
il disturbo della quiete
mi provoca fastidio il ritmo
le cadenze sempre le stesse
Odio tutti i vostri libri
la cultura nei banchi
i totem con i quali v'inculate
o infilate per piacere
il vostro amore malato
le orticarie che provocate
lo spazio che occupate nell'aria
Odio i vostri odori
i sapori che lasciate in bocca
convinti di baciare
invece è merda pure vecchia
il vostro sonno perenne
il fatto che vi svegliate
sarebbe bello sapervi
veri come siete
infinitamente inutili
marci e devastati
Odio tutti i passi che fate
a sporcare le Vie
le frasi usate a imbellettare
il masticar le carni
sentirvi sempre assolti
il tacere mai
considerarvi attivi
Odio voi e i vostri amici
che poi siete voi stessi
moltiplicati in male e peggio
e mi fa terrore il fatto che a voi non fa
terrore
questo terrore
ripugna siete
senza lotta alcuna.


Lucio Galluzzi
C2014CCL







RIMARGINAZIONE

Che poi il poeta
lo senti troppo uguale a te
è blasfemia
non ci capisci un cazzo
non leggerlo
è fatto d'altro Mondo.

Spezzati il pane
versati il vino
il sangue suo.


Lucio Galluzzi
C2014CCL


L'INFINITO





Quando passi tra la notte
trattenuto nei pochi fotoni
ancora liberi
in mezzo ai fumi dell'Idea
voluti a spirale
senza manifesto confine
sembrano galassie
e forse lo sono.

Lucio Galluzzi
C2014CCL


martedì 2 dicembre 2014

LUNARIO

Eddai che sforno il mio calendario approssimativo
senza disturbo in piena quiete salto le feste sgarbato
essere stufi del ripetuto giornaliero ciarlìo aeternum
lingue che non conosco più non voglio più conoscere
ne parlo da secoli un'altra tutta mia a me che si conviene
quella Forma fatta lingua morsa per non dire più
agli idioti disseminati in ogni dunque rappresi noia
i soliti liquidi sfuggevoli ragionamenti senza tema
non treguano e pipìtano 24/24 senza far uova
ma le mangiano cazzo come se le divorano tutte
non lasciano briciole ricordano le trincia pannocchie
nei cortili al puzzo novembrino misto a funghi malati
d'acido vino raffermo e ascelle mal lavate così è
non portano rispetto alle galline manco a dirglielo in cinese



Lo sto fascicolando il  mio calendario approssimativo
tolti i santi radiati benefattori stinti varechina i savi
saltare con discernimento arguzia assennatezza e criterio
i Natali anche il mio l'Epifania di quel signore
strafottersene di ricorrenze e dimenticare tutto
tutto dimenticare proprio tutto assentarsi in repulsione
mistica ripugnanza manifesta affissa assunta
detta tutta d'uno sguardo losco torvo imperativo
negarsi il fissare per proprio degnarli mica
mai più dar calòma anzi sfalciargli l'erba e i piedi pure
senza carità calarsi pure cera nelle orecchie fitta
l'ultimo dell'anno il primo il post natività l'ascesa
per trasfigurato Amore tutto ciò conviene.

Lucio Galluzzi
C2014CCL