domenica 7 dicembre 2014

RIMARGINAZIONE

Che poi il poeta
lo senti troppo uguale a te
è blasfemia
non ci capisci un cazzo
non leggerlo
è fatto d'altro Mondo.

Spezzati il pane
versati il vino
il sangue suo.


Lucio Galluzzi
C2014CCL


L'INFINITO





Quando passi tra la notte
trattenuto nei pochi fotoni
ancora liberi
in mezzo ai fumi dell'Idea
voluti a spirale
senza manifesto confine
sembrano galassie
e forse lo sono.

Lucio Galluzzi
C2014CCL


martedì 2 dicembre 2014

LUNARIO

Eddai che sforno il mio calendario approssimativo
senza disturbo in piena quiete salto le feste sgarbato
essere stufi del ripetuto giornaliero ciarlìo aeternum
lingue che non conosco più non voglio più conoscere
ne parlo da secoli un'altra tutta mia a me che si conviene
quella Forma fatta lingua morsa per non dire più
agli idioti disseminati in ogni dunque rappresi noia
i soliti liquidi sfuggevoli ragionamenti senza tema
non treguano e pipìtano 24/24 senza far uova
ma le mangiano cazzo come se le divorano tutte
non lasciano briciole ricordano le trincia pannocchie
nei cortili al puzzo novembrino misto a funghi malati
d'acido vino raffermo e ascelle mal lavate così è
non portano rispetto alle galline manco a dirglielo in cinese



Lo sto fascicolando il  mio calendario approssimativo
tolti i santi radiati benefattori stinti varechina i savi
saltare con discernimento arguzia assennatezza e criterio
i Natali anche il mio l'Epifania di quel signore
strafottersene di ricorrenze e dimenticare tutto
tutto dimenticare proprio tutto assentarsi in repulsione
mistica ripugnanza manifesta affissa assunta
detta tutta d'uno sguardo losco torvo imperativo
negarsi il fissare per proprio degnarli mica
mai più dar calòma anzi sfalciargli l'erba e i piedi pure
senza carità calarsi pure cera nelle orecchie fitta
l'ultimo dell'anno il primo il post natività l'ascesa
per trasfigurato Amore tutto ciò conviene.

Lucio Galluzzi
C2014CCL






sabato 22 novembre 2014

SARO' SANTO

Il bucato di già stracci
steso abbandonato marcio
i biscotti del mattino
molli zuppi d'acqua nel lavabo
Cristo inchiodato al muro
gocciola i pochi sbagliati amori
che mi hanno cotto al forno
senza un contorno
senza gli occhi
solo le borse
pesanti che tagliano le dita
maledire la strada e i passi
la tua comodità
la tua macchina cazzo lungo
il tuo cervello in merda
Io che credevo alla Fine
speravo nel Giudizio
glielo chiedevo a quel vostro Dio
più falso di Giuda
meno vero del Nulla
era che mi credevo alato
invece sto a terra sbattuto
tra le mani stringo la mia miseria
tutta avvolta in Luce
e Soli personali
Sono il mio stesso Euripide
bravissimo tra le virgole attente
a scrivermi il dramma.
Sarò Santo.


Lucio Galluzzi
C2014CCL

venerdì 24 ottobre 2014

PICCOLI FIORI

Visitavo spesso l'arcobaleno
mai mi ero accorto dei suoi occhi
viola non le iridi ma le ire
di pugni sopra gli zigomi
risalivano la sclera rosso sangue
neppure la pioggia d'eparina
il bianco restituiva com'era
com'era
pensi che lo spettro sia per te
tutto pastellato soave donato
e quello invece lacrima di sete
certo ero di mio figlio indaco
poi fui figlio di mio figlio
del suo figlio e ancora di più
adagiato incosciente
tutti gli inizi di marzo
tra cuori verdi
raccolto dai bimbi
per farne mazzolino
di viole alle maestre.
E si rideva.



C2014CCL

giovedì 23 ottobre 2014

ALEX

Sentire tutte le armoniche del Silenzio
io sono assente trattengo il respiro
lo sfracellarsi di una foglia sulle altre
mi scaraventa fuori di me
non volevo finire sul parabrezza
era immacolato.
Chiamami quando non puoi più
raccogliere rose antiche
talmente ferite hai le unghie ormai   
un segnale
acustico
Chiamami quando non puoi più
raccogliere rose antiche
talmente ferite hai le unghie ormai
un segnale
acustico
Chiamami quando non puoi più
raccogliere rose antiche
talmente ferite hai le unghie ormai
un segnale
acustico.

Lucio Galluzzi
C2014CCL



sabato 4 ottobre 2014

I Sogni

[da guardare prima di leggere]

I sogni sono logica
vettoriali matematiche pure
autosolubili osmotici
nelle acque dentro me
passano le pareti
navigano le Tre Madri
nulla da sapere
niente da applicare
algebra e formule
dimentiche agli occhi
che non sono Terzo.

I sogni non ragionano
mi dialogano
pensano da soli
quanto te li racconto
mai le parole rendono Grazia
a quel che sono d'inconsunto
le visite nel buio ignorante
mi svelano Giustizia
io che sono assassino nato
mai condannato di giorno.

I sogni ordinano rigore
e non c'è penna
registro colonne
partita doppia prece
attesa siringa
opalo d'euforia
Madonne psicotrope
Ineffabile neurolettico
a mostrarli come dovere chiede
senza commento alcuno
crudi e nudi
urge videocamera.

I sogni.





Lucio Galluzzi
C2014CCL