giovedì 23 ottobre 2014

ALEX

Sentire tutte le armoniche del Silenzio
io sono assente trattengo il respiro
lo sfracellarsi di una foglia sulle altre
mi scaraventa fuori di me
non volevo finire sul parabrezza
era immacolato.
Chiamami quando non puoi più
raccogliere rose antiche
talmente ferite hai le unghie ormai   
un segnale
acustico
Chiamami quando non puoi più
raccogliere rose antiche
talmente ferite hai le unghie ormai
un segnale
acustico
Chiamami quando non puoi più
raccogliere rose antiche
talmente ferite hai le unghie ormai
un segnale
acustico.

Lucio Galluzzi
C2014CCL



sabato 4 ottobre 2014

I Sogni

[da guardare prima di leggere]

I sogni sono logica
vettoriali matematiche pure
autosolubili osmotici
nelle acque dentro me
passano le pareti
navigano le Tre Madri
nulla da sapere
niente da applicare
algebra e formule
dimentiche agli occhi
che non sono Terzo.

I sogni non ragionano
mi dialogano
pensano da soli
quanto te li racconto
mai le parole rendono Grazia
a quel che sono d'inconsunto
le visite nel buio ignorante
mi svelano Giustizia
io che sono assassino nato
mai condannato di giorno.

I sogni ordinano rigore
e non c'è penna
registro colonne
partita doppia prece
attesa siringa
opalo d'euforia
Madonne psicotrope
Ineffabile neurolettico
a mostrarli come dovere chiede
senza commento alcuno
crudi e nudi
urge videocamera.

I sogni.





Lucio Galluzzi
C2014CCL



giovedì 2 ottobre 2014

L'AFFEZIONE

Quante anime ti sono rimaste
in quelle polaroid incollate
mesi scorrono consunti
nella memoria
non ci facevo caso
i miei io sdirrupano
al di là da ogni orizzonte
soffi e umani s'incontrano
nei prati al di sotto poi
io mi butterei
dietro agli altri me stessi
attimo per attimo
stilla dopo stilla
le mie sorgenti ancora
ricascano
veloci
in fondo ogni atterrata goccia
è bacio lo stesso amore
infiniti crollano ogni secondo
dopo secondo le mie persone
senza di me
senza di te
nei muscoli e nelle mie ossa
Tu ci sei 
scivolano tutti i fiori
incoronami da testa a piedi
incoronami così
nel mezzo pieno del Nulla
sospesi le menti in rugiade
che sono lago ora
colano a picco i Lucio
tutti insieme
molli Motori si spostano
sotto i miei tendini
ormai


Lucio Galluzzi
C2014CCL




mercoledì 1 ottobre 2014

Pharmakòn

Dal non cuore di Corinto
finiva allora di quei tempi
l'Amore com'era stabilito
per secula seculorum
in porcili con erbe magiche
sminuzzato un caprone
riportatolo agnello
senza Pasqua
bollito somministrato
per sempre giovane
sarai per sempre
sempre sarai giovane per
fu così che il padre morì
d'atroci sofferenze
e piètas d'uno la sepoltura
bandita lontana la Ferale
altro che Borgia!
Per il non cuore di Corinto
era finito da tempo e tempo
l'Amore com'era d'arbitrato
ammantava la Nera di tossine
la stoffa chi la tocca muore
crepa se aiuta la vestale
roncolando dabbasso giù
figli e fede nuziale
s'impenna d'alati draghi e carri
celesti
di fuoco
s'apre l'Egeo d'Atene
al vedovo Euripide
vietare ogni bagno.

Lucio Galluzzi


C2014CCL



mercoledì 24 settembre 2014

RIO MARE

E mai saliva
che non poteva
siffatta immagine
e somiglianza
arenata in balene
spiaggiata d'ansimare
succede la notte
non vogliono disturbare
si esce mai dall'aria
noi
non s'affoga purtroppo
così annegano senza bere
neppure
alla linea in fondo
si tranciano tonni
eliche transatlantiche
preparano lutti
si banchetta d'umani.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

Lucio Galluzzi
C2014CCL



lunedì 22 settembre 2014

TIMERULE

Spegnere la luce
dare quattro/4 mandate alla porta
suonare il campanello
aspettare
nessuno risponde
scendere le scale in silenzio
per non sorprendersi
citofonarsi
insistere
insistere ancora
non sentirti e risalire
bussare forte
aprire la porta
accendere in tutte le stanze
controllare gli angoli
soprattutto sotto il letto
anche nella pattumiera
non vederti
spegnere la luce
dare 4/quattro mandate alla porta
meglio inserire antifurto
per non sosprenderti
questa volta usare l'ascensore
premere il tasto tre volte/3
salire e scendere gli stessi numeri
finalmente in strada
entrare in auto
aumentare il flusso del deodorante liquido
lì non ti fumi
meglio fuori
che tanto piove e non si sente poi odore
toccarti il pacco
ce l'hai ancora
sistemarti le palle dividendole
sederti e la cucitura del cavallo te le pinza lo stesso
essere stoico
guidare senza semafori
evadere sms email rispondere
fare un frontale
non accorgertene
andare a scoparti
il sabato del metalmeccanico
ricordati di santificare la peste
onora solo il padre
intrattieni parlando del più e del meno
inclinandoti sempre al meno
e mai al più
non desiderare il coma d'altri
non avrai altro Dio fuori di te
mimare depressione
tornare indietro
citofornarsi tre volte 3
non rispondersi
salire le scale e anche l'ascensore
quadri smandare la porta
disattivare allarme
non trovarti
chiamanre il medium
andarci a dormire.

Lucio Galluzzi
C2014CCL


domenica 17 agosto 2014

ECUMENICA

 


"Io ho ammazzato tutti i miei amanti
perché volevano vedermi piangere
 ed io ero soltanto felice."
Alda Merini







I poeti la notte non se la dormono mai
sono Vangeli
se lo fanno è solo una finta
un commiserevole stratagemma
per non pesare troppo alla libra altrui
perché al buio è come nebbia fitta
quella che vuole il coltello
ma i versi prendono forma
senza offendere
perché il poeta è perdente
si nasconde sparisce non fa rumore
ogni mattina è uguale alla precedente
attende il terrore della luce
certo che domani sarà la stessa alba
esatta precisa all'altroieri 
si mette alla ringhiera e ascolta
ruba gli odori alla miseria
tutti
non teme processi per furto
tanto nessuno lo vede
capitasse urlerebbero vani
allo scarafaggio 
di Franz sanno nulla.

I poeti non possono stare tra loro
se sono tali 
per accidente unico ci si accorge
s'è medesimi siamesi congiunti
eppur separati stranieri
se lo vietano l'avvicinarsi troppo
ché non lo conoscono più da secoli
e maledetti come sono non han trucchi
maldestri rossetti ai limiti
matite per occhi d'appunti improvvisi
spuntate contro muri già pieni
ti ho riconosciuta Sensei in me
quell'anno che solo tu conosci
eri già andata via eppure
uno dopo l'altro me li hai mostrati
tutti i tuoi amanti assassinati
ognuno di carni ai denti crude
loro feretri quelle pulsanti
nessuna lacrima in più ancora
neppure di sfuggita
erano gli stessi miei
e siamo soltanto felici ancora.

Ed è affatto il nostro timore della luce
non ci sorprende
che ci fa cenere lo scriviamo e basta
per vostra umana certezza
d'esser voi i vivi.


Lucio Galluzzi
C2014CCL