domenica 6 luglio 2014

CONTRA PUNCTUM




E' dentro il mio ipotalamo
ben strutturato
quel richiamo di treno
di stonata gola tagliata
ad ogni ora senza preavvisi
chi parlava dei grammi della mia anima
mentiva come tutti i senza bilancia
è su lì in alto lo stridìo
misto di freni bruciati
e olio oltre temperatura
nella testa pensata
non dormivo mai e lo sapeva
usavo un cacciavite a croce
m'imprimevo il Padre sulle carni
ed era Salmo santissimo
tutte le volte che lo facevo
i vestiti poi aiutano la beatitudine
diventa segreto il Segno
non vivevi da tempo io lo sapevo
e che fai quando non vivi?

E' intorno al mio pomo d'Adamo
il peccato annodato mortale
più stringe la Misercordia
maggiore infinitamente la Luce
che non spengo mai
mi respiro così
sono Fuga nei legni d'organo
d'Atlantic City
Diaphone Profunda 64 piedi reali
e registri a centinaia
pure nominali
in Canto Fermo a Passau
non toccavo mai e lo sapeva
se respiro
[respiro?]
è per mantici sottratti
lo sa che la notte finisco
per ogni notte lo sa
il mio Signore si chiama Elettricità
non vivevi da tempo io lo sapevo
e che fai quando non vivi?

In Re Minore:
AHNEUS
HEBZUCHT
GRADGIHED
POHLEPA
LACOMIE
CODICIA
GANANCIA
GIER 
ANYHOCT   
CHCIWOSC
.

Lucio Galluzzi
C2014CCL

sabato 28 giugno 2014

TRE MESI

Inamovibile
la cui terra d'elezione
di questo Universo all'Est
come il Monte
alla vetta blu
certe volte dorata
sorretto dalla Volta
celeste pur'essa
un Elefante in mudra
prende il Pianeta
facendone testimone.
Ed è così
Fondamento delle cose
tutte
il Vuoto genitore
pieno.
Dimorare tranquilli
nell'estate delle piogge.

Lucio Galluzzi
C2014CCL



AGYO # 2

E poi quella volta che picchiavi forte
niente volevi ti fermasse
eri macchina da guerra personale
correre veloce all'abbraccio
senza paura.
Il Cuore!


Lucio Galluzzi
C2014CCL

AGYO

E se l'Infinito Amore 
ci ha sbattuti fuori dal suo Cerchio,
tu, mi passi un compasso.


Lucio Galluzzi
C2014CCL



 

venerdì 13 giugno 2014

MOJAVE

INTRODUZIONE





Dio è in cotagocce mercurocromo
fatto apposta per confonder sangue e piaga
rendere accettabile la vista
farne di squarcio com'affresco
da sempre ho usato colori
tutti i possibili tipi a due mani
ho il Dono di Maya nei geni
fin troppo umana la mia catena
allora ancora mi meravigliavo
di temporali estivi che a nulla servono
se non a spaventare d'improvviso
pargoli e signorine in passamaneria
odiose martingala
valentini coi biancospini
Lampiava rrussu ddà ssutta
la sera dietro Scilla
come giochi ì focu
pa' Madonna da' Muntagna
dicevano i vecchi che era il Vulcano
là di fronte casa
aprivo la finestra e non parlavo
il mattino dopo il mare mio
per metà era rosa
risaccava viola cupo poi
verso me
vicino ai piedi lo vedevo il velo
bianco leggero su onde iodate
"E' a Fata Morgana ca culurau
chidda di notti faci magisteri
e i muccusi na ponnu vidiri"
Non lo dissi mai
che vestita da sposa
alla stessa ora
tutte le sere
rovinava dalla Rupe
inabissata Chianalea
odorosa d'alghe blu e gelsomino
posava un bergamotto
sul mio cuscino
s'addormentava
io che non avevo letto

Lucio Galluzzi
C2014CCL


giovedì 12 giugno 2014

PERSEPOLIS E D'ALTRI FIGLI

PREFAZIONE

 

Rovinosa.
Insostenibile leggerezza del tessere
apparente gioco giocato giocoso
quella Gioconda la notte era moglie
per finta fin troppo saputa
all'alba si radeva come conviene
a Nessuno oltre lei
la lama poggiava sapiente
una volta al mentore
l'altra alla trama
ordiva tragedia insaputa
serpenta cava
tanto per non citare alcuna Tessalonica
vedova di figlio
combattente lontano
eppur di nutrice appagata
Esiziale.
Per discendenza senza scale
in canonica d'armonio
i Re tutti uniti insieme al Padre
Caini e Buoi dei paesi tuoi
chi lo affida al Nilo
altri al solco
per un una zecca
uno zoccolo quello è salvo?
Malaugurata.
Famiglia come porcaio
e ci vuole fegato
a sostenere il Fuoco
furibonde le ambulanze
s'abbatterono sul figlio
che poi era il Padre
e la Madre
e Sara
Ofidia canta
rastremata 
eretta
una colonna
che è nel nome del Padre
e del Figlio
dello Spirito Santo
l'originato originale
Peccata Mundi
perdona loro
che m'hai abbandonato
non sanno quel che fanno.
Emipericardio.
Un marzo non qualsiasi
tornavo dal Luna Park
era mattina
una mattina non qualsiasi
d'una solita Los Angeles
avevo mangiato la ragazza
quella che il giorno prima
mi sorrideva al bar
salutai Ellis
torno a meno di zero
chiudo con i romanzi
mi metto a tessere
l'insosternibile leggerezza.


 Lucio Galluzzi
C2014CCL





lunedì 5 maggio 2014

OIBO


PREFAZIONE





Dicevano al non poeta d'esser poeta
scrivere versi in smorfie numerali
loro versatoi bestiali
emoteche scadute
barriques di pregiata Serbia
a invecchiar dolori di parole decubitate
quelli lo dicevano
i medesimi lavoranti all'opificio
un colpo al cerchio
uno alla botte
una picconata alla schiena
succhiano dai pennini
siccitano assenti dai propri io
t'aprono le vene in verticale
d'esperienza precisi
e lo sanno bene istruiti
fino all'ultima goccia
si prendono l'inchiostro
fossero almeno fegato di Vampiro.

Dicevano al non poeta d'esser poeta
annotare i loro versi in ghigno
un coro in cerchio dionisiaco
neppure alcolisti ma anonimi
occultati malamente
scoscienziati fantasmi
manco in apparizione
ciechi alla nascista
in questa vita non loro
e nelle altre presunte precedenti
lasciano cadute le etichette
dall'intonaco sempre più cerone
in retroguardia
che la prima fila è scomoda
specie senza occhio di bue
soli senza Soli
è il circo stravestito
camicie su abiti
mutande sui cappotti
scarpe dentro calze
lapidi alla cinta
mura con costumi
nessuna costumanza
una pagliacciata.

Dicevano al non poeta d'esser poeta
loro che son Poesia
d'impressione tutta

senza più emendamento
alcuno.

Lucio Galluzzi
C2014CCL