sabato 4 maggio 2013

LE ALI

 - Racconto Etimologico -
They Eat Scum_3
[bozza]





Credete sia un privilegio avere delle ali, vero?
Volare sopra di voi, in questo mondo misurato da spanna a spanna, sbattere contro i vetri degli sgabuzzini, mai puliti, scoppiarsi la testa a botte martellate negli angoli, soffitti, travi, cornici, infissi, porte, lampadari.
Più si è piccini, prima si crepa nel rendersi all'aria settoriale.
Quella Lisistrata della Montessori, più simile ad una Edipa che a Medea, seppur vestiva di nero sempre, non ci ha pensato a compiere l'opera.
Vigliacca!
Bastava si fosse rivolta a Don Bosco e insieme elaborare una legge precisa per abbattere queste barriere achitettoniche.
Invece no.
Ha abbassato le maniglie delle porte, ridotto i mobili a misura Lilliput, ordinato utensileria per manine piccine, lavatrici per pargoli, camere da letto di Gesù Cristi Bambini.
Nulla di più.
Un fallimento che rende questo mondo solo vostro, praticabile sedie a rotelle, comode, barelle, padelle, traverse, passi facilitati, rampe.
Che ci voleva ad aggiungere 'di lancio' all'ultima parola?
I pensatori sono pensati tali solo da chi non pensa, come loro.
Loro non pensano, sono pensati, semplicemente.
Per questo diventano famosi.
Pensassero veramente alzerebbero ogni tanto gli occhi al cielo, senza paura.
Invece studiano le scarpe; quelle che vedono oltre la corta punta del naso.
Lo credete ancora sia un privilegio avere delle ali, vero?
Passeri solitari a schivare quei mostri di piedi ciechi che vi trascinate dietro da una vita infame: tra il fango, gelo, rifiuti, sputi,  grano avvelenato, spari ultrasuoni, doppiette, sterilizzanti, gabbie quando vedete un minimo colore piumato.
Si sta così a chiedervi acqua.
No, ho sbagliato.
Si sta così a implorarvi gocce d'acqua, in gabbia, tra un secondino che disarticola la schiena, scava vertebre, cava gli occhi, lega ai tavolacci e altri che non possiamo vedere, dietro, ci prendono con bastoni di ferro, prolassi, si va via ai tribunali mangiatoia senza becchime, in uno strascico di sangue come un tappeto rosso dicono poi i cronisti, un trionfo d'inchiostro, nero.
Era un tossico tanto, anoressico, spacciatore, culattone, lo prendeva in culo da tutti, se lo fottevano anche quando era libero, pieno di braccialetti ai due polsi, portati a strati, non li spostava mai.
E' vero, l'avesse fatto, avrebbe mostrato i segni delle vene tagliate, mettono i braccialetti proprio per nascondere.
Ma che dite?
I passeri con i tagli ai polsi postumi?
Quelli pensano solo a zufolare dalla torre antica o moderna che sia.
Ci sono i gobbi che s'occupano di cantarli celebrandoli.
Questo mondo, misurato da spanna a spanna, sbarra a sbarra, appartiene solo, esclusivo ai piedi e basta.
I passeri morti vanno bene neppure per la polenta d'inverno.
E' davvero un privilegio quello delle ali?
Le desiderate?
Volete voi Arcangelarvi?
Assumervi qualche metro più in su?
Cristiani di merda spersi nella completa sconoscenza d'ogni atto puro.
*
Ora si è di fronte alla Sesta Stanza: dei Totem Essenziali per Legge Emanata.
E lui non voleva andare nella stanza dell'infermiera.
Era proprio questo che voleva evitare.
Non approfondire.
Non farsi addentrare.
Non partecipare al viaggio.
Lo sapeva: più proseguiva, peggio sarebbe stato per lui.
Tutto è segreto; non solo per chi legge, anche per chi scrive.
Doganieri della Lavandaia, Buffoni,  Trionfi, Picchiatori Avveletanori, Gabinetto Fotografico del Ritrattista Bacone, Cappella degli Strangolatori.
Non ci può essere errore.
Non ci deve essere errore.
Non c'è errore.
Nullafacente nullatenente studente ozioso vizioso divorzista spregiatore del Culto Obbligatorio del Matrimonio Santificante della Giornata della Mamma del Premio della Bontà della Festa del Papà e del Papa dell'Esercito praticante sesso contro Natura Divina reichiano artista antidecorativo blasfema del Romanticismo e di tutto il Barocco Dorato Don Bosco lo diceva a lettere maiuscole "Lettura esagerata pigrizia mascherata" è già che Lui era un Santo eccome se lo era  stampiamola questa frase sui muri di tutte le classi scolastiche di ogni Ordine e Grado sotto il Crocifisso obbligatorio dell'Impero ma non basta non può bastare la dobbiamo mettere bella chiara nei Baci Perugina, nelle bustine sorpresa patatine in tutti i Kinder  nel Mac Meals.
Studia!
Studente!
Alla campagna cantando vai.
Paul Klee, Kandinsky, Cezanne, Gabo: populista, nullafacente, i figli del popolo siamo solo noi i picchiatori della Gustizia Divina tu non hai padre madre tuo padre e tua madre non avevano padre e madre  via così all'infinito indietro... astrattista damerino cicisbeo pornografo borghese fascista di sinistra antiautoritario nemico del Progresso Ordinato Episcopale antinazionalista antidogmatico senzadio individualista paficista religioso maoista.
Cornuto!
*
Ora con calma si dia il via alla partita.
Sottovoce.
Usando gli stessi Atti.
Tagliando gli stessi arti.
Senza tema di smentita.
Letto dopo letto.
Nodo accanto piscio vecchio.
Precisamente scientifici.
Lavano il sangue per Decreto Presidenziale.
Della Corte Suprema.
Così quello che leggi qui non è macchiato.
Non t'impressiona.
All'apparenza tutto è pulito.
Che dico.
E' pulito.
Senza apparenza.
Questo è uno scritto ingenuo.
Non deve procurar disagio.
Se sei comunista puoi anche dire che Assad è santo.
Pure se sei fascista o banchiere lo puoi dire.
Lo puoi dire.
Lo puoi urlare.
Per Decreto Presidenziale mondano il sangue.
Tanto.
Finchè non muore il giorno e tutto il resto che resta.
Un passero sempre più solo.
E' un privilegio avere le ali?
A domani per un altro gioco uguale.
Volare sopra di voi, in questo mondo misurato da spanna a spanna, sbattere contro i vetri degli sgabuzzini, mai puliti, scoppiarsi la testa a botte martellate negli angoli, soffitti, travi, cornici, infissi, porte, lampadari...




Lucio Galluzzi
C2013CCL




giovedì 2 maggio 2013

ETERNA

Ho visto Dio qualche volta
non si annuncia mai
ti si sbatte davanti improvviso
come quel Sole inaspettato
quando spacca le nuvole di vento
dopo i temporali estivi
un taglio preciso alle coltri
e gli arti suoi raggiungono
ognidove ti sorprendono
qualsiasi rovina tua illumina
è perdere il controllo dei sensi
oltre il quinto morta parola
Ho visto Dio qualche volta
per attimi infinitesimi
calarmi addosso la Bellezza tutta
d'un solo atto compiuto totale
perentorio assolutamente indubbio
scolora questo esserci qui
tutto si fa stordimento e voluttà
negli spazi smisurati tra le sabbie
da un granello all'altro.


Lucio Galluzzi
C2013CCL



lunedì 29 aprile 2013

CAMMINARE

Dicono di stare attenti
ad ogni orma fatta
pure quelle indietro
non lasciare traccia
camminare sulla neve
quasi volando sopra
in leggerezza staccarsi
quando non t'imprimi
pur gravando il viaggio
sulla carta di riso stesa
a guida verso il portone
non c'è consistenza
neppure volontà
giusto un passo dietro l'altro.


Lucio Galluzzi
C2013CCL


giovedì 25 aprile 2013

L'ACCORDO

Andiamo in Paradiso
insieme
finalmente
insieme
in ascensore
su in alto
oltre l'ultimo piano
forte
sai c'è sempre qualcosa oltre
l'ultimo
come dei pazzi
dobbiamo trovare il pulsante
premerlo più volte
insieme
scaraventarci
altissimi
finalmente
Andiamo in Paradiso
poi tagliamo la corda

Assumiamoci
insieme
come fosse per caso
un caso
scorgere l'altipiano
basso continuo
una sola voce
correre sulla scala
a chiocciola
accordo 4.2
repentinando
rapidissimi
in un abbraccio
vorticoso
scendiamo in Paradiso
poi arrediamo il sepolcro.


Lucio Galluzzi
C2013CCL

sabato 20 aprile 2013

.

Dal più piccolo punto
quello che non ti accorgi
meno di una virgola
perché manca una parte
essenziale al riconoscimento
da lì sempre dimentico
privato del valore suo
tralasciato un'inezia
ti hanno insegnato bene
non metterlo ad inizio frase
un errore dargli collocazione
somigliante cacca di mosca
ora realizzarlo Principio
è fatica giusta meritata
il peso estremo d'un Gaudì
impalcatore nel deserto
orpellande orrido i significati
carichi intorno al non dovuto
definito adornato
monumentato issato al cielo
fin sulle nuvole alte
il più piccolo punto
quello che non ti accorgi
perderlo così tra i più grandi
è bestemmiare Barcellona intera.

Lucio Galluzzi
C2013CCL

giovedì 18 aprile 2013

VORONET


La Transilvania è come le rovine della tua anima
la prima volta che ci sono stato persi la parola
non per la paura di precipitare dai valichi Carpazi
semplicemente mi precipitavo
null'altro oltre il mio pre/esistente
lì stato nei secoli prima dei secoli per secoli
ancestrale parente sottocutanea quelle cime
Piatra di confini giusto sepolti le nebbie
di colori unici le varianti salivo senza scarpe
eppure sempre basso inarrivabile ossimoro
la Residenza erano file inesauribili di corone
rose intatte una per una tra pollice e indice
dal medio sostenute vocazionali ortodossia
come fanno così grandi vele a navigare vette
non lo so davvero ancora oggi in quest'attesa
di chiamata murata viva Voronet affrescata
le Vergini tutte rosse al sangue messe ai muri.

Lucio Galluzzi
C2013CCL


mercoledì 17 aprile 2013

LA LIMPIEZA

Sai ogni cosa con certezza
illuderti che non sai
non serve all'illuderti
ormai sei condannato
non avendo scelto mai
il bostik che chiude gli occhi
è poca cosa se non cuci bene
non speravo in un declinare
ero sicuro della tua morte
l'ho vista diverse volte
una dietro l'altra in fila
silenziosa ordinata regolamentata
cosa sia la tua attesa
ancora qui è bestemmia
non provo nulla ti fisso per ore
non ho altro da fare se non passare
rassegnata ogni materia
non pensarmi un difettivo
nemmeno assassino
illuderti che non sai
non serve all'illuderti
che lo scoppio in mezzo al viso tuo
squiternato non sia fucilata
partita con preavviso anticipato
dalla tua stessa durata terrena
l'altalena del giardino d'infanzia
spegni la luce non consumare
la delusione della sorpesa nell'uovo
il fascino della veletta vedovale
le stagioni morte
prenderti e riprenderti
il segno della croce
i fiori alla maestra
tu sei come tu mi vuoi
recidere rose
dormire sull'argine
il viatico domiciliare
l'unzione degli inferni
in attesa della corona
i telegrammi degli assenti
l'appello alla bandiera
scoparti e non venire
sputarsi al cielo
arruolarsi in banca
in Stato interessante
per amore platonico
partorire il solito io
mettergli guinzagli
guardarlo invecchiare
portarlo a pisciare
non scongolgersi mai
rivendicare l'adolescenza
vestirsi di verde per Peter Pan
far girotondo cogli orrori
collezionare pazienze
farti di tutto per non andare alla guerra
cullare il panico
guardarti le carni
sentirti scuoiato
indossar borsette
farti le seghe per amarti
a lunga durata negando l'impotenza
illuderti che non sai
non serve all'illuderti
aspettare il buio
scendere lentamente le scale
dopo un giorno prigioniero
guadagnare l'aiuola comunale
cagartela tutta lammerda che sei
senzapulirti
senzapulire


Lucio Galluzzi
C2013CCL