martedì 16 aprile 2013

L'ACUSTICA

Umbratile
zona mobile tattile
stesi su erbe moquette
verde operatorio polipropilene
fnalmente al parco di casa
comode chiome melamminiche
riparano l'acceco 3C 273
i profumi a disposizione
per impronta d'iride rilasciati
Incateteria
avviati ai nasi personali
è uno spasso ora il Mondo
che posso io vicino
per monade emanata
dalla mia quinta trachea gassosa
raccontarti per nuove bocche
indipendenti aperte ai lombi
in contemporanei idiomi altri
la sequenza alfanumerica
che attiva pioggia avatar
per il prossimo tuo virtuale spleen
a colori


Lucio Galluzzi
C2013CCL







domenica 14 aprile 2013

LD50

[Colonna sonora da usare obbligatoriamente durante la lettura
la lettura deve durare quanto il brano ]





Il poeta odia i punti fa i versi al vicryl
bacia a morsi lesioni irraggia la tua k
Taipan dell'Interno t'assume al suo cielo
una Pasqua ogni quarantacinque minuti
ti dedica fedele attimi di regno senofillico
senza flauto o musici anellati alla coda
fa il rumore che comunica il nome suo
precisamente identificabile segni particolari
sotto i piedi della Vergine sostiene l'avvocatura
si presenta esatto distruttore di virgole
Mir-e Butha sparso grammo in migliaia
omeopatico browniano del Vishnu
perenne frattura scomposta cavigliare
non danza striscia oltre suo fratello Il Fuoco
solo allora s'acquieta in attesa d'acqua
nel Silenzio fino al prossimo Tucidide
certo d'una prefazione critica eparinica

Lucio Galluzzi
C2013CCL


sabato 13 aprile 2013

CEREUS

Quando riesco neppure a chiederti scusa
perché da anni non guardo più la gente in viso
esattamente come lascio specchi vuoti sempre
e il mio riflesso nelle vetrine offende la Regola
Quando rasento la morte nello sforzo d'usar parola
e stono immancabilmente come campana fessa
ostinando la significazione della presenza dove non so
Quando mi si strappano le labbra alla più lieve tensione
mimando il sorriso che ho esiliato eppure devo
che è giusto dicono esser accoglienti all'incontro
amabili nello scontro desiderabili pre commiato
mi giro dall'altra parte saluto veloce volto le spalle
proteggo l'innocente dal mio sangue che rivola ruscella
giusto sia solo per me il sapore dell'ossido scomposto
Quando anche solo uno squillo m'inquieta forte
richiama identico come quel tenente che m'urlava lo schifo
quello che facevo solo perché esistevo
e mi divertivano le sue carotidi gonfie per la rabbia
Così uguale minuto dopo attimo mi godo l'esonero
chiedendo per favore per grazia per miracolo
di non essere visto notato fissato minimamente benvoluto
pulviscono cosmico non ionizzato nego aggregazione
Saguaro in perenne fioritura alla luce del Messico
la notte richiusi petali "a rimirar le stelle"
scrivendo di spine dallo zafu
io non romano
lettere a San Paolo.

Lucio Galluzzi
C2013CCL


giovedì 11 aprile 2013

ANECOICO

Non la vede persona
io neppure questa sera
dietro le nuvole scure
la Luna è bellissima
d'ancora giorno pare
il Sole di delirio divino
un acufene magnanimo
infinitamente insororizzato.


Lucio Galluzzi

C2013CCL


mercoledì 10 aprile 2013

LA CAVA

Spogliato e vacillante
ora presente davanti
a olofonici omicidi
prima linea dietro grate
all'appello nel cortile
emorragico il mio petto
ascoltarlo dalle spie
più compresso destinàle
abbondante quanto mai
è il costato spalacanto
netto aperto già da prima
molto prima che scendessi
giù alla tavola del palco
il piede sopra un chiodo
tetanico alla cava
superiore e cardinale
Emiazygos propulsa
just only per Empfang
ti eight und nine
splen lien Lux ist vitra
Baudelaire im anastomos 
Opos somniferum Kristòs 
E sì che Atene ora danza 
feroce vestita lustra
come un san Firmino
affogata mano all'Egeo
coturnata di scintille
personale il mio cuoio
buco ancora più stretto
alla vita stringo mi macello
delirio composto educato
la forma il rispetto
un'altra boccata piena
presa lassù dov'era firmamento
d'azzurro l'altra casa mia
dove stava gioia l'aliena
in viaggio per astronavi
intorno orbita
anima mia
farmacia comunale
passero caduto
senso della vita
rimetterlo nel nido
mi sgozzo e canto
e m'ascolto solitario
al posto suo
Emiazygos propulsa
just only per Empfang
ti eight und nine
splen lien Lux ist vitra
Baudelaire im anastomos 
Opos somniferum Kristòs 
Immobile vado lontano
lontano vado immobile
vado lontano immobile
che non è nebbia
ma cenere di Callas.

Lucio Galluzzi
C2013CCL





domenica 7 aprile 2013

GUARDIAGRELE

Britannica
la stagione in attesa da zone delimitate
ritartata falsa come il preservativo malcalzato
è un diverbio mnestico senza stile
argomentazione ammessa esposizione minuta
una brutta copia imperatrice madre delle Russie tutte
dilatata tra bocche mai cucite
oh sapesse il caldo che fa quest'anno
non se ne era mai visto tale
dato che riconosciuto universale
la pelle trasuda occhi
eccome li espelle
pensi lei più mi scopro peggio va
un mal comune sostanza gaudio
ho imparato bene a parlare con la mia carne
quando mi hanno mangiato il cuore
da allora non presento giustificazione
smetterò completamente con certezza
in fequenza Deleuze perenne
nei secoli dei secoli
così è in verità
si rende hostia ai troppi Verbi
sono stretto nel rigore liturgico.


Lucio Galluzzi
C2013CCL

venerdì 5 aprile 2013

NASSODIA

Lo sai oggi guardavo una coppia di anziani
passare dal mio intervallo al di là della fretta
li guidava un cappotto scozzese rosso con cagnolino
si fermava per annusare i segni e loro pure
pareva un bruco dimentico dell'epilazione
piccoli spruzzi contro tutto in basso
un giocattolo di frenesia caricato
scavare l'asfalto con le zampe di dietro
scalciare come il toro nella furia di sabbia
a coprire vergogne lasciate alla vista aperta
non c'era terra non poteva
ridevo sicuro del suo ridere con me insieme animale
mi domandavo della programmazione esibita
come potesse sapere il da farsi
così preciso macchinetta automatica
da secoli l'identico codice auto installato
la madre magari non l'ha mai vista
il nonno trisavolo il suo Dio nessuna scuola
niente lezioni mai un ripasso
eppure faceva quel che doveva preciso
pensai che stavo pensando
come non faccio quando guido piscio mangio scopo
porto a passeggio il mio cadavere
lo rendo felice con una cena sociale
ogni tanto raramente sempre di meno
quasi non più mostro il catafalco
penso che sto pensando ancora adesso
è una altissima magia l'essere assenti
guardarmi estraneo i peli del cazzo
finalmente certo che seppure filati ad arte
dal mio gomitolo a patta aperta
voglio perdere anche Arianna.

Lucio Galluzzi
C2013CCL