mercoledì 20 febbraio 2013

CEMETERICA

C'è sonno quaggiù
un lattico d'eoni
sparso ermetico
sigilla la iarda
dove ci hanno confinati.

C2013CCL
Lucio Galluzzi








venerdì 15 febbraio 2013

SCENARIO

L'onda poggiata
sotto il capo
d'Orlando
semina solide nebbie
alle porte d'Ercole
nei dintorni
coi coltelli vecchi
si taglia il velo
neppure troppa fatica
vedere oltre
il dirupo
quando fui pesce
era bello quel mare
ora relitto sapiens
mi sono perso
abbracciato ad una bambola
nel buio fondo
d'Ustica.

Lucio Galluzzi
C2013CCL

mercoledì 13 febbraio 2013

PRIGIONI

Di sbarre e ferro
sempre puliti
riflettono la stessa
di luce
classica come piombi
pesati agli esili femori
di gru immobili
non cantano da secoli
planate
su paludi
crollano spezzate
ed ognuna
è catastrofe d'umana
maledizione
si vomitano tutti
gli Oceani.
Mùrami!

Lucio Galluzzi
C2013CCL

lunedì 4 febbraio 2013

L'ERRORE

Il più delle volte sbaglio
il resto erro
senza mèta alcuna
o direzione plausibile
sperso in questi oceani
dismisurati
privi d'un confine umano
fissato solo dalle mie scarpe
sempre quelle
conoscono il passo sicuro
chino la testa
alla frequenza del basso
perché c'è più cielo aperto
ed Infinito Cosmo
nel grumo d'asfalto
che non calpesto per fede
e carità
senza speranza.


Lucio Galluzzi
C2013CCL

sabato 19 gennaio 2013

GOURMANT

Me l'hanno insegnato a Palo Alto
prendo la pillola della velocità
corro più forte del dolore
lo lascio dietro
ero già bravo a distanziare
fino prima dell'espulsione
dal mio navigare tumulto
fuori dall'amnios
in mezzo a questi morti
corro velocissimo
sparisco
lo lascio alle spalle
è l'unico modo
ho appreso meccanismi
d'ordinato altrove
i polsi tuoi li tengo nello scolaposate
i denti chiusi nel barattolo del caffè
la milza esposta in piedi tra le spezie
le braccia appese nel guardaroba
peritoneo e diaframma a frollare
le caviglie mi nutrono ancora
addento
spolpo
Quando la prima volta
abbiamo abbiamo scopato
m'hai battezzato sicario
parli e non ti ascolto
devo masticare.

Lucio Galluzzi
C2012CCL

giovedì 17 gennaio 2013

IL SALTO

Finisce sempre tutto
ogni cosa iniziata
è un treno già deragliato
ritardato
il cominciare è rinvio
in totale
complessivamente
ciò che nasce finisce
in continuazione
sta in questa cosa il mio massacro
il fuori m'appare silenzio
anemico
mi dico che va tutto bene
è una meraviglia
eppure è un marciume
spicco un salto fermo
in statico salire immobile
vorrei davvero
quel margine di foglia
alla canna
in palude
recidere i miei vasi migliori
ed alluvionarmi
di caldo sangue crescente.

Lucio Galluzzi
C2013CCL


mercoledì 2 gennaio 2013

AMAZZONIA

Dovrei raccontarti
di quanto gli alberi tutti
mi rovinarono addosso
ancora una volta
quella volta che già lo sapevo
tanto è così
le foreste più sante
non ammettono umanità
e i poeti non sanno narrare
cantano stonati
ad orecchie cadute
sotto piedi distratti.

Lucio Galluzzi
C2013CCL