venerdì 14 settembre 2012

LA QUINTA MALATTIA

Non importa
non c'è sustanza
nego anche l'evidenza
ogni plausibile vista
dei tabernacoli consacrati
ignoro particule
per ogni angolo
anche sperduto
pure spergiuro
sono
e
soddisfatto mi cullo
nel dondolìo estremo
strapiombo
tra catene conosciute
d'altalene e monti
similcopie
in questa vita ebete
d'ignari portatori sani
d'affetti assediato
ormai
da millenni
mi cade sul cotto Giovenale
appena incerato rosso
tra fughe e procelle
pensano a tempeste
gl'idioti mostri
intorno.

Lucio Galluzzi
C2012CCL


giovedì 13 settembre 2012

PURPURIAL

Esplode
l'azzurro
d'improvvise perle di giada
quelle imperiali
come passare tra fori
d'un colino in fiamme
versato su zucchero in zolla
l'assenzio
ricorda il prato
appena bagnato
di notte serena
è il profumo d'un confetto
flambée
quello che fonde
il mio inguine assolato
restituisce piaceri contrari
mai sì avvenuti
quei fatti presi scorpionati
autoimmuni
strofinarsi cheratosi
illusi d'esser cicale
e cantare felici
i Demoni d'amore
zoppo.

Lucio Galluzzi
C2012CCL

mercoledì 12 settembre 2012

PAOLO

Pulsano ancora di vita
i gigli a Damasco
nei campi di sterminio
nutriti a nerofumo
tanto che tappeti nomadi
stesi con attenzione
nel mezzo del disastro
sono passatoia eterna
verso la Via senza più segno
non c'è cavallo arabo
ad irritarsi di schiena
assenza di caduta stavolta
lo si sappia chiaro
quello che un tempo era Luce
ora nascosto è diagonale
oltre penombre
regna in apparente barbarie
al buio
raccolto
ad infilare la mano
in quella nebbia di pesa reale
pensi al suono
almeno
di un lieve sospiro
tra frammenti di vetro
spostati tra loro:
è silenzio ormai.


Lucio Galluzzi
C2012CCL


lunedì 10 settembre 2012

MUMIAH

La Bellezza appena vista
quella apparsa due attimi fa
sparata di fotoelettrica
dai cancelli di Pietro
è solo un minuto barlume
d'inizio del terrore più fondo
piombi ortopedici tutori
dell'ordine carnale previsto
mi trascinano solo in orizzontale
da un punto di fuga all'altro
senza un credo
io ne sono felicemente sprovvisto
se solo provasse a stringermi
nella sua Assenza
mi terminerebbe.

Lucio Galluzzi
C2012CCL

domenica 9 settembre 2012

LA VIA LATTEA

A che punto è che è la tua Notte?
Non si parla
non è ammesso
lontani sempre
desidero forte strumenti
atti
di dolore
punte al cobalto
precise
a deflorare l'Architettura
quella cattedrale
che sta intorno
a questo essere mio
che non è stato mai mio.
A che punto è che è la tua Notte?
Allora c'erano ancora sentieri
traccianti
fosfori
i cieli
e fantasia d'astronavi
si giocava a partire per sempre
per sempre
a partire
infilavo la lingua
tra i poli della batteria
la scarica era segnale
radar
senza mani a premere
girava pazza
la trottola sei suoni
luminoso personal UFO
usciva Bach da quei fori
organo a canne
quale toccata
e non fuggivo
mai.
A che punto è che è la tua notte?
in questo vortice canicolare
senz'acqua di scorta
o ruotino
poco stupore
anzi niente
depilano rose
meticolosi
e spingono di lombi
cosce
iliache
dentro
contro l'imene
che i pianeti tutti
la legge del cosmo
stanno a un palmo
sotto
l'ombelico
la Via Lattea si perde
dentro un lattice annodato
gettata nel buco nero
del cesso di casa.

Lucio Galluzzi
C2012CCL

venerdì 7 settembre 2012

EXANIMATIKA

quasi non percepito
il battito dei polpastrelli
all'inizio per caso
d'ogni atto d'accusa
comincia con lettera minuscola
come i tuoi occhi vedono
all'inizio per caso
ritorna daccapo
è similritornello chiuso
in quella piccola scatola
nella schiena di bambola
che a pancia in giù
risollevata poi vagisce
a ricordo di una vacca
poco prima del colpo
al centro della fronte
stramazza al suolo
all'inizio per caso
quasi non percepito
il battito dei polpastrelli
sulle ali frantumate
di una farfalla spillata
crocifissa al velluto verde
un poker perdente
alla periferia
sul tavolo da gioco
di Vostro Signore
il Macello.

Lucio Galluzzi
C2012CCL






giovedì 6 settembre 2012

DEXON

Quando abbiamo aperto la finestra
non per caso fortuito io ero già fuori
contro quel cielo vetro di fabbrica
finto come tutto quello che fa la Macchina
steso senza una increspatura o bolla
quasi non mi si vedeva quasi
dentro gli occhi e ogni parte
della generica apparenza tua
al di là del telaio erano danno
erano solo danno
la perfezione è una bestemmia
lo so bene bevendo da bicchieri malconci
reclino indietro il capo obbligato
senza respiro in dovere di guardare
la marca impressa sotto.

Quando abbiamo aperto la finestra
non per caso fortuito io ero già fuori
con le labbra cucite alla lingua
sibilavi "ma io ti amo".


Lucio Galluzzi
C2012CCL